Bollette telefoniche, la fatturazione corretta è a 30 giorni, ma niente rimborsi per ora

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 13 febbraio 2018 8:51 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 14:59
Niente rimborsi per le bollette telefoniche a 28 giorni: ma la fatturazione corretta per il Tar è a 30 giorni

Bollette telefoniche, la fatturazione corretta è a 30 giorni, ma niente rimborsi per ora

ROMA – Le bollette telefoniche vanno fatturate mensilmente, non ogni 28 giorni, tuttavia, al momento non ci sarà nessuna restituzione di denaro per i giorni non fruiti a partire da metà giugno 2017 ai clienti, rimborsi che sarebbero dovuti essere corrisposti nella prima bolletta a 30 giorni. E’ quanto ha deciso il Tar.

No rimborsi. È sospeso il provvedimento con il quale l’Agcom nel dicembre scorso ha stabilito che le compagnie telefoniche dovessero stornare dalle bollette telefoniche gli importi corrispondenti al numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in virtù delle bollette a 28 giorni.

L’ha deciso il Tar del Lazio con due ordinanze di accoglimento parziale delle richieste con le quali Wind-Tre e Vodafone contestavano, chiedendone la sospensione dell’efficacia, la delibera dell’Autorità che le sanzionava con 1,16 milioni di euro ciascuno e le diffidava a prevedere, nel ripristino della fatturazione mensile, a stornare gli importi pagati per i giorni di servizio non fruiti dagli utenti.

Il Tar, ritenendo necessario sulla questione rinviare alla discussione di merito (già fissata l’udienza del 31 ottobre), ha ritenuto “che sussistono le condizioni per sospendere la delibera impugnata nella parte che ha ad oggetto il pagamento ‘degli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile'”.

Inoltre, “il carattere, allo stato, indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi, appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell’azienda”. Tenendo conto inoltre delle dedotte difficoltà per le aziende “di ripetere dai clienti le somme eventualmente corrisposte”, i giudici hanno accolto la sola richiesta di sospensione della parte della delibera dell’Agcom che ha ad oggetto il pagamento degli importi per i giorni di servizio telefonico non fruito.

La fatturazione corretta è a 30 giorni, non 28. Per il Tar del Lazio è corretta la fatturazione mensile delle bollette telefoniche e non quella 28 giorni. La decisione arriva dai giudici della terza sezione del Tribunale amministrativo, i cui giudici hanno respinto cinque ricorsi proposti da Wind Tre, Fastweb, Assotelecomunicazioni ed Eolo, Tim e Postemobile. Pubblicati i dispositivi, si attendono adesso le motivazioni delle sentenze.

Con i ricorsi proposti, le società telefoniche chiedevano l’annullamento della delibera dell’Agcom del 24 marzo 2017 recante modifiche alla delibera contenente “Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell’offerta dei servizi di comunicazione elettronica”, nonché tutti gli atti precedenti sul tema. Le sentenze di oggi confermano la legittimità del Garante per le comunicazioni che ha indicato nella fatturazione solare quella da seguire e quella cui le società telefoniche avrebbero dovuto uniformarsi già dal giugno 2017.