Bonafede, Renzi salvandolo diventa ago della bilancia del Governo

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 20 Maggio 2020 21:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2020 21:00
Bonafede, Renzi salvandolo diventa ago della bilancia del Governo

Bonafede (nella foto), Renzi salvandolo diventa ago della bilancia del Governo

Bonafede, Renzi salvandolo diventa ago della bilancia del Governo. Quella passata e questa in corso sono state le settimane che hanno confermato la centralità di Matteo Renzi sul piano politico.

Ha ottenuto pochi giorni fa la regolarizzazione degli immigrati e il congelamento dell’Irap.

E da oggi mette sotto tutela il più potente dei Ministri, il vero ed unico intoccabile dell’Esecutivo, Alfonso Bonafede.

E forse tutto il Governo.

Approfitta della duplice mozione di sfiducia individuale bocciata oggi in Parlamento per dimostrare che è lui l’ago della bilancia.

Passata l’emergenza Covid, è bene che tutti lo tengano a mente.

Vogliono la testa del Guardasigilli le destre e la Bonino.

Gli argomenti della destra contro Bonafede

Ma gli argomenti dei primi sono sempre gli stessi, piuttosto privi di contenuti e chiaramente ispirati solo a creare un clima di contrapposizione, tutta roba che a qualcosa serve sempre.

La bagarre con di Matteo, ll pasticcio scarcerazioni, una certa leggerezza nella gestione dei vertici dell’amministrazione del Ministero della Giustizia.

Questi sono i non irresistibili motivi per cui lo vogliono fuori.

Insomma abbaiano alla luna.

Le tesi di Emma Bonino

Più articolata la mozione della Bonino che, evocando Pannella e Tortora, ha accusato il Ministro di aver avviato una deriva giustizialista.

Prescrizione, intercettazioni, abuso della custodia cautelare, mancata riforma del CSM.

Temi che hanno inchiodato Bonafede e che hanno svelato tutta la sua inadeguatezza.

Ovviamente per sfiduciare il Ministro erano necessari i voti di Italia Viva.

Renzi aveva adombrato nei giorni scorsi la possibilità che avrebbe potuto anche votare la sfiducia a Bonafede (mozione Bonino), ma in realtà stava solo alzando il prezzo tenendo Conte sulle spine.

Minaccia credibile la sua.

Votare la sfiducia, appoggiando la mozione della deputata radicale, gli avrebbe evitato di essere accusato di contiguità con il centro destra.

Poi ha presentato il conto.
Anzitutto la presidenza di una futura commissione su non meglio specificati “temi della giustizia”, che dovrà anche occuparsi della riforma della “riforma” della prescrizione.

Sospetto che non servirà a molto ma permetterà a Renzi di mettere il becco su quanto accade a Via Arenula da qui in avanti.

Poi ha ottenuto rassicurazioni da Conte sulla sblocco dei cantieri, un tema, come quello dell’Irap, molto caro a Renzi e soprattutto ai ceti produttivi che sono il suo elettorato di riferimento.

Pare chiara una cosa.
L’opposizione di Renzi, tutta interna al Governo, lucra vantaggi che Salvini e Meloni neanche si sognano.