Coronavirus, stato di emergenza. Un avvocato spiega la procedura: giusta la strada del Governo

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 24 Marzo 2020 21:42 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 22:15
Coronavirus, stato di emergenza. Un giurista spiega la procedura

Il premier Giuseppe Conte spiega lo stato di emergenza per il coronavirus (Foto archivio ANSA)

Coronavirus e stato di emergenza, un po’ di chiarezza si impone. Chi sostiene che la dichiarazione dello stato di emergenza, adottato fin dal 31 gennaio con deliberazione del Consiglio dei Ministri, sia la prova che il Governo abbia sottovalutato la gravità della situazione sanitaria, sostiene il falso.

Nella realtà le cose stanno molto diversamente.

La dichiarazione del Governo è intervenuta subito, il giorno dopo l’allarme emanato dall’OMS che è del 30 Gennaio, allorquando l’Agenzia dell’ONU ha diffuso i dati sull’incremento dell’epidemia. Ai sensi dell’art 7 del Codice della Protezione civile, al fine di permettere l’adozione di misure straordinarie, il Governo ha quindi dichiarato lo stato di emergenza.

Attraverso questo strumento, è stato infatti possibile rispondere alla esigenza di fronteggiare situazioni eccezionali con misure idonee ed appropriate e soprattutto adottarle con strumenti legislativi di immediato e semplice utilizzo.

Data l’urgenza negli interventi che prevedibilmente avrebbe imposto l’emergenza sanitaria, il Governo ha avuto bisogno di dotarsi di strumenti agili per fronteggiarla.

Non averne dato adeguato risalto, ad esempio con la pubblicazione sulla edizione straordinaria della GU o con maggior risalto con i comunicati alla stampa, potrà anche essere stato una mossa politicamente poco accorta o un errore di comunicazione, ma è una decisione senz’altro legittima.

Resta il fatto che la dichiarazione dello stato di emergenza è uno strumento tecnico, una conditio sine qua non, un mezzo propedeutico all’adozione dei decreti, poi emanati, dal Governo.

Interventi che per il contenuto limitativo della libertà personale e di altri diritti di rango costituzionale (circolazione, riunione), necessitavano di una precedente dichiarazione da parte del Consiglio dei Ministri. La legge prevede poi una durata limitata entro cui è possibile operare in deroga ai comuni strumenti normativi.

Il termine è di 180 giorni dalla data di dichiarazione dell’emergenza. Quindi il 31 luglio non è il termine di durata dello stato di emergenza, ma il termine ultimo entro cui è possibile per il Governo operare in deroga ai consueti strumenti legislativi. Salvo rinnovo…Ma speriamo di non arrivarci.