Cuba. Perché piace: donne mature e giovani in cerca d’amore

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 17 Agosto 2015 8:10 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2015 15:00
Cuba. perché piace: donne mature e giovani in cerca d'amore

Il Segretariod i Stato Usa John Kerry parla davanti alla ambasciata americana a Cuba

L’AVANA – Aria di festa a l’Habana, ma più per il prossimo carnevale che per John Kerry e l’allegro carosello stampa che si è portato appresso, di cui peraltro i cubani bellamente si disinteressano.
Comincia male la visita a Cuba del Segretario di Stato per inaugurare l’Ambasciata Usa, riaperta dopo più di 50 anni di conflitto quasi armato.
Lo contestano i dissidenti che volevano incontrarlo nella rappresentanza diplomatica, cosa ritenuta non corretta dal governo cubano.
Poi, come se non bastasse, durante la conferenza stampa, quell’unico accenno alla violazione dei diritti umani provoca la reazione di un rappresentante del Governo cubano che gli ricorda che a Cuba la polizia non spara alle spalle sui neri.
Knock out.
In realtà, nonostante ci sia la corsa per venire a vedere Cuba prima che cambi, non è proprio il caso di affannarsi.
Cuba è gia cambiata e non sempre in meglio anche se il peggio deve ancora venire.
Un amico di Havana, avvocato e molto altro, mi ha detto che i cubani di Miami, “los hermanos del rescate”, quelli per intenderci che finanziano il figlio di Bush, si stanno scoprendo sempre meno “hermanos” e sempre più pronti al riscatto, soprattutto da quando hanno capito che dovranno pagare un lauto affitto per alloggiare nelle ville che furono loro requisite da Castro al triunfo della revolucion.
Insomma non preoccupano i pallidi ed esangui intellettuali della East Coast americana, ansiosi di vedere finalmente Cuba e che fine hanno fatto i barricaderos della revolucion, né preoccupano gli abbronzati e svegli giovanotti della West Coast, pieni di soldi e di idee per un paese giovane e ben disposto tecnologicamente.
Quello che inquieta sono due milioni di cubano/americani incazzati e determinati a rivendicare quello che ritengono sia stato loro portato via ingiustamente.
Come a Bucharest, Praga, Varsavia, le collettivizzazioni comuniste rischiano di naufragare negli studi legali, con avvocati giàpronti ad azioni di rivendica delle proprietà espropriate, per loro illegalmente.
Nel frattempo, orde di ragazzini sciamano per “la Rampa”, la mitica via della vita notturna habanera, perché è l’unica cablata e dove esiste il wifi, anche se per connettersi bisogna comprare una tarjeta ( al mercato nero, 3 dollari l’ora) che però con hotspot poi utilizzano collettivamente.
Si intuisce una ansia di comunicazione e di conoscenza che rinfranca.
Tuttavia, se gli chiedi cosa consultano, ti rispondono Facebook o Youtube, al massimo flirtano con gli amici all’estero o parlano via web cam con gli abuelos rimasti nelle campagne (qui i nonni sono importanti), gli frega assai poco del resto, con buona pace della ricca bloggera paradissidente Yoany Sanchez, l’unica convinta che quei giovani siano dei pericolosi complottardi Carbonari, già pronti alla controrivoluzione anticastrista.
Dall’altro lato della strada, quella dello storico “la zorra y el cuervo”, famoso club di latin jazz dove anni fa (tanti, ah) passavo molte delle mie serate habanere, decine di puttane e jineteros irrettiscono turisti e ricchi cubani.
Non che prima non ci fossero, ma decisamente erano meno diciamo, compulsivi, mignotte e scassa marroni alla buona, ecco.
La vera novità è il costante ed esponenziale aumento del turismo sessuale fenminile.
Sono le donne, single e per lo più attempatelle le ultime libertine della sensuale isla grande, per il resto da tempo convertita (come voleva il furbo Fidel) al turismo all inclusive familiare con interi nuclei allocati nei resort sulle playas e sui cayos delle coste, dove arrivano con voli da Toronto o Francoforte direttamente sulla spiaggia.
Magari poi pensando di aver visitato Cuba.
I maschietti vengono oramai qui a cercare la fidanzata ed infatti i voli per/da Cuba, che una volta erano pieni di attempati ed allegri giovanotti, oggi sono riempiti da coppiette miste variamente colorate, con bambini lagnosi e spesso maleducati.
Con la ovvia conseguenza che il volo è quasi sempre una tragedia, assediato come sei, tra i pianti dei figli e le grida latine delle mamme.
Comunque, la tendenza è, ripeto, invertita.
Tra un po’, caduti gli ultimi divieti, saranno tantissime le nordamericane che si aggiungeranno alle europee, gia qui da tempo, pronte a cambiare le solite destinazioni vacanziere per virare su Cuba, felici di sostituire i maleducati tossici giamaicani o portoricani, con i simpatici ed educati ballerini cubani.
Si prevedono tempi duri per le chicas habaneras.