Legge elettorale: se Mattarella avesse respinto il Rosatellum, forse ora…

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 18 aprile 2018 6:07 | Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2018 9:43
Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

Legge elettorale: se Mattarella avesse respinto il Rosatellum, forse ora… (Nella foto Ansa, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella)

ROMA – Pur rischiando l’accusa di lesa maestà, ritengo che nello stallo istituzionale venutosi a creare,  una (buona) parte di responsabilità l’abbia il Presidente Mattarella.

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Se avesse utilizzato il potere di rinviare la legge elettorale alle Camere con messaggio motivato, come prevede l’art 74 della Costituzione (il così detto veto sospensivo), avrebbe indotto il Parlamento a riflettere meglio sulla opportunità di varare una legge da cui non sarebbe scaturita alcuna maggioranza.

Da costituzionalista, il Presidente Mattarella questo avrebbe dovuto saperlo o quanto meno prevederlo.

Se ne sta accorgendo anche lui, mentre si accinge a dare un mandato esplorativo ad una figura istituzionale, con ciò certificando ad i più alti livelli l’impossibilità di un accordo politico di Governo.

Se poi il Parlamento avesse reiterato la richiesta di promulgazione della legge elettorale, ovviamente Mattarella non avrebbe potuto rifiutarsi (art.74 2 co.)

La moral suasion, esercitata mediante il rinvio alle Camere della legge elettorale, avrebbe però sortito il risultato di costringere le forze politiche ad un dibattito parlamentare che forse, dico forse, avrebbe fatto riflettere i partiti sulla opportunità di procedere alla approvazione di questa pessima (ed inconcludente) legge elettorale.

E comunque li avrebbe costretti a giocare a carte scoperte, assumendosi pienamente la responsabilità dello sfascio verso cui ci stanno trascinando.

Come ho già avuto modo di sostenere, non esiste alternativa, per garantire un governo immediatamente riconoscibile, che optare per un sistema maggioritario con piccole circoscrizioni elettorali, escludendo premi di maggioranza incostituzionali quando si traducono in graziosi cadeaux, come ha ammonito la Consulta, ed introducendo il doppio turno con ballottaggio, come avviene in Francia.

È indubbio infatti che l’ultima cosa che gli italiani vorrebbero è un governo “istituzionale“, in qualunque delle diverse forme esso può presentarsi.

Anche perché altro non potrebbe fare che approvare una nuova legge elettorale per andare a votare, nonostante i gravi problemi che solo un governo politico, nella pienezza dei suoi poteri potrebbe e dovrebbe affrontare.

Che viene da chiedersi perché allora abbiamo dovuto perdere tutto questo tempo inutilmente.