Legge elettorale, uninominale soluzione migliore per giusta rappresentanza

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 23 gennaio 2014 8:13 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2014 18:27
Legge elettorale, uninominale soluzione migliore per giusta rappresentanza

Foto Lapresse

ROMA – Pensano che il fatto che le liste bloccate siano corte anziché lunghe elimini l’abnormità di un sistema che tende a privilegiare lo strapotere dei partiti nel nominare i candidati alle elezioni politiche.

E’ quanto sostengono Renzi e Berlusconi nella proposta di riforma di legge elettorale definita, chissà perché italicum, visto che si ispira, dicono loro, al sistema elettorale spagnolo.

Anche ieri Renzi ha sostenuto che il problema della selezione dei candidati può agevolmente risolversi con quella bufala chiamata “parlamentarie” da Beppe Grillo, sorta di primarie che funzionano qualche volta solo se a doversi indicare è un unico candidato non certo una intera lista di candidati.

Insomma, anche una lista con 4/5/6 candidati “bloccati ” si traduce in una interdizione da parte delle segreterie nei confronti di candidati meno malleabili ma con un seguito sul territorio.

Basta infatti collocare il suddetto alla fine del piccolo blocco dei candidati per imporre all’elettore di votare anche chi, magari impresentabile o più docile e sensibile ai “desiderata” del partito, lo precede nella lista.

D’altro canto è indubbio che un sistema di preferenze come era congegnato in passato, favorendo cordate più o meno occulte, di certo non rappresenterebbe una soluzione al problema della giusta rappresentanza.

Ed infatti è la soluzione caldeggiata dai centristi di Casini che sanno di poter spendere sul territorio tanti “mister preferenze” che hanno allietato i Parlamenti anni addietro.

Senza o con doppio turno, il sistema che meglio garantisce la rappresentatività parlamentare del corpo elettorale è allora il collegio uninominale che impone al partito di presentare, in piccoli collegi, solo quei candidati capaci di imporsi sul territorio pena la perdita del collegio stesso.

Che sia osteggiato dai grandi ed anche dai piccoli partiti è la prova che è il migliore sistema per garantire, una volta tanto, la volontà popolare.