Letta è minoranza, ma Renzi premier è inciucio all’italiana

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 13 febbraio 2014 8:17 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2014 20:41

Firenze 2013, Repubblica delle ideeROMA – Due cose sono certe. Il governo non ha una maggioranza e la staffetta Letta/Renzi ricorda troppo gli inciuci all’italiana.  Non ha una maggioranza perché all’esito della elezione di Renzi alla segreteria del Pd, muta la rappresentanza che di fatto ha permesso la nascita del governo Letta che evidentemente fondava la sua legittimazione su di una diversa maggioranza all’interno del partito e quindi in parlamento.

Inoltre, all’epoca, di questo strano governo faceva parte anche il Pdl che come è noto oggi  è all’opposizione con il nome di Forza Italia, depurato dalla componente proclamatosi “Nuovo centrodestra” che appoggia il governo Letta con i suoi ministri.

Quindi se a Letta sottraiamo Forza Italia e la componente renziana del Pd (assolutamente maggioritaria) è evidente che governa con una minoranza di fatto, oltre che in Parlamento, anche nel paese. Ciò dovrebbe ingiungerlo e dimettersi punto.

Vi sia o meno un formale atto d sfiducia come chiede Letta, la realtà è una sola, al governo non vi è una rappresentanza della maggioranza nel Paese. Ma ciò ovviamente non significa che Renzi dovrà alternarsi alla guida del governo. Anzitutto perché ancora una volta avrebbe, come detto, il sapore dell’inciucio quell’avvicendarsi al governo di un premier senza investitura elettorale.

E poi perché l’accelerazione sulle riforme perseguita da Renzi sin dai primi giorni della sua elezione alla segreteria, prima di tutto quella elettorale di cui già non si parla più, sembrava finalizzata soprattutto a permette al paese di tornare a votare perché si avesse un governo che non fosse di larghe intese come ipocritamente è definito quello attuale, ma uno effettivamente espressione di una maggioranza democratica in cui non convivano rappresentanze di opposti e spesso inconciliabili programmi d governo come è quello attuale.

E visto e considerato che da anni ormai, non si parla d’altro che di riforma elettorale urgente per permettere al Paese di avere un governo chiaramente espressione di una sola maggioranza, sarebbe opportuno concentrarsi su questo per poi poter finalmente uscire da questa situazione emergenziale che dura oramai da troppo tempo tornando al voto senza ambigue “staffette”.