Multe, ora arrivano via Pec. Furbetti stanati: “Impossibile ignorarle”

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 18 gennaio 2018 7:02 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 14:53
Multe-Pec

Multe, ora arrivano via Pec. Furbetti stanati: “Impossibile ignorarle”

ROMA – Correte a controllare la Pec, potreste trovare una brutta sorpresa: adesso è lì che ci arrivano tutte le multe. La novità, già introdotta con la Legge 93/2013, è ora resa operativa da un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La multa diventa così un atto notificato e conoscibile dall’automobilista tramite la casella di Posta elettronica certificata. E se non la controlli? Impossibile ignorarla, il provvedimento serve proprio a stanare i furbetti: dopo l’invio, la sanzione è considerata cosa “nota” all’automobilista e dunque va pagata.

Lo stesso decreto descrive anche una situazione tipo. Se ad esempio la polizia ferma un automobilista che ha violato il Codice della Strada, lo identifica e gli chiede un valido indirizzo Pec, che verrà considerato da quel momento il suo “indirizzo digitale”, ammesso che lo abbia. Non solo: l’agente potrà chiedere la Pec anche alle altre persone coinvolte nell’infrazione, compreso il proprietario dell’auto se in quel momento non era alla guida.

E se ce la cavassimo dicendo di non avere una Pec? Troppo facile, perché la Centrale è tenuta per legge a cercare nei pubblici elenchi, per capire se abbiamo mentito.

La e-mail che la Polizia ci invia avrà, come oggetto, la seguente frase: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada“. E dovrà contenere anche le seguenti informazioni:

il nome esatto e l’indirizzo dell’ufficio che ci scrive;
il nome del funzionario pubblico responsabile “del procedimento di notificazione”;
l’indirizzo e il telefono dell’ufficio dove è possibile accedere al fascicolo che ci riguarda;
l’elenco pubblico da cui il nostro indirizzo Pec viene ricavato;
una “copia per immagine” o una “copia informatica” del verbale di contestazione;
ogni informazione utile perché l’automobilista possa esercitare la sua difesa.

Dal momento dell’invio, non conta se noi consultiamo la Pec, non conta neppure se abbiamo letto o meno il messaggio. La Polizia invia la multa via e-mail e conserva nei suoi archivi due cose: un documento elettronico che prova l’invio e un secondo documento, che dimostra l’avvenuto arrivo a destinazione. Se al contrario la procedura fallisce, magari perché abbiamo fornito un indirizzo Pec errato, si procede all’invio tradizionale della multa, per posta ordinaria. Con le spese a carico, ovviamente, del destinatario. Non c’è scampo.