Prescrizione, gara fra Bonafede, M5S e il Pd su chi le spara più grosse

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 20 Novembre 2019 15:29 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2019 15:29
Prescrizione, gara fra Bonafede, M5S e il Pd su chi le spara più grosse

Prescrizione, gara fra Bonafede, M5S e il Pd su chi le spara più grosse. Alfonso Bonafede (Ansa)

E niente.

Uno spera sempre che le proposte di Alfonso Bonafede sulla giustizia siano solo delle divertenti trovate per farsi quattro risate con gli amici tra un Consiglio dei Ministri ed una intervista a Barbara D’Urso.

Invece no.

Sono intenzioni reali, avanzate niente meno che nel conclave sulla Giustizia tenutosi questa notte a Palazzo Chigi e conclusosi con l’ennesima fumata nera.

L’ineffabile Guardasigilli, dopo aver annunciato una intesa sul processo civile (verosimilmente destinata a sconfiggere l’ingiustizia nel mondo), sul nodo della prescrizione lancia due proposte. Una più divertente dell’altra.

La prima: “La possibilità per chi è assolto in primo grado di fare richiesta per avere una corsia preferenziale, una trattazione urgente!.

E ancora: “Sarà agevolata la possibilità di accedere all’indennizzo, già previsto, qualora ci sia uno sforamento dei termini di durata del processo”.

Non lo dice ma immaginiamo si riferisca all’indennizzo previsto dalla Legge Pinto. Con la prima “boutade” si è intanto assicurato di essersi messo sotto i piedi i principi contenuti negli articoli 3 (uguaglianza) e 27 (non colpevolezza) della Costituzione.

In base a quest’ultimo principio (con il quale i grillini litigano tutti i giorni), quale dovrebbe essere il motivo per differenziare il trattamento tra colpevoli ed assolti in primo grado? Non opera comunque la presunzione d’innocenza?

Per quanto concerne la seconda spiritosaggine, dovrebbe spiegare perché mai l’indennizzo per una irragionevole durata del processo penale debba essere “agevolato” rispetto al ristoro dovuto per le lungaggini dei procedimenti civili o amministrativi.

In ragione forse della maggiore afflizione dovuta alla pendenza del giudizio penale? Un “pretium doloris” graziosamente elargito dallo Stato-Sovrano incapace di celebrare il processo nei tempi che pure generosamente si è concesso?

D’altra parte, se si ode a destra uno squillo di tromba a sinistra risponde uno squillo.

Infatti la controproposta del PD è anche peggiore.

Si vorrebbe introdurre una non meglio precisata prescrizione “processuale” in base alla quale se l’appello dura più di due anni e l’imputato viene condannato, per ciò solo lucrerebbe uno sconto di pena.

Anche se non si capisce il perché. Forse un risarcimento per farsi scusare di non averlo condannato prima.

E qui vengono le vertigini. Con queste “proposte” non si rendono conto di negare le ragioni stesse della giurisdizione. Che risiedono nell’uguaglianza di tutti davanti la Legge.

Nel diritto di essere giudicati in tempi certi e ragionevoli. Nella presunzione d’innocenza. Niente di trascendentale insomma. Speriamo solo, prima o poi, di vedere la macchina in mano a conducenti esperti.