Religiosi fanatici mitra e sura sulla città di noi giovani

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 16 Novembre 2015 8:26 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2015 8:26
Religiosi fanatici mitra e sura sulla città di noi giovani

Parigi. Foto simbolo degli attentati Isis. Ferito con il lenzuolo trmico e il telefono cellulare

Per tanti della nostra generazione, soprattutto se cresciuti in provincia, Parigi ha rappresentato tutto quello che poteva desiderarsi, un mondo che ha ispirato da sempre i sogni di qualsiasi giovane che ambiva a lasciarsi alle spalle una realtà, quella italiana, sicuramente meno evoluta o che perlomeno noi consideravamo meno evoluta.
Ovvio quindi che molto spesso, il primo paese straniero che si desiderava vistare fosse la Francia e specialmente Parigi.
La vicinanza con l’Italia favoriva certamente la scelta, ma una volta arrivati alla stazione ferroviaria de la Gare de Lyon ( anni fa si viaggiava meno con gli aerei, erano troppo cari) sentivi che eri giunto un un luogo diverso e lontano da quello che avevi lasciato alla Stazione Termini, da dove ti imbarcavi sullo storico Pendolino che partiva alle 18 per arrivare a Parigi la mattina, non prima di esserti fermato in piena notte nella stazione/dogana di Modane/ Chambery per il controllo del passaporto, altro che accordi di Shengen.
Improvvisamente si apriva un mondo, quello peraltro che avevi immaginato, una città in cui i tassisti erano portoghesi, gli autobus li guidavano i neri delle ex colonie francesi dell’Africa, le lavanderie gli orientali ed i ristoranti meno cari, dove di frequente si andava a mangiare, erano gestiti dai magrebini, islamici che con nostro grande disappunto ci impedivano di bere una birra.
Una città già multietnica e multiculturale quando, con l’eccezione di Londra, l’Europa, figuriamoci l’Italia, una civiltà così non se la sognava neanche lontanamente.
Poi c’erano i luoghi sacri della cultura, posti dove avevano vissuto quelli che appartenevano al personale Pantheon di ognuno di noi, la Rive gauche degli Esistenzialisti, con i bouquinistes, il quartiere latino e la Sorbona, il café De Flore, dove Sartre e Modigliani, Camus e Picasso davano parole alla loro arte ed ai loro pensieri.
E poi il Louvre, il Beabourg di Renzo Piano appena inaugurato, il museo d’Orsay ristrutturato poco prima da Gae Aulenti…per non dire dei giardini delle Tuilieres da dove immaginavamo fosse scappato vigliaccamente quel bacchettone mezzo prete di Luigi XVI, place de la Bastille, i luoghi della Rivoluzione che ispirata dall’Illuminismo di Voltaire e degli Enciclopedisti, ha cambiato per sempre il mondo occidentale.
Quel mondo che quei vigliacchi, che hanno insanguinato Parigi, odiano, perché si ispira a valori che non riconoscono e che anzi detestano e che vorrebbero cancellati.
Un mondo dove ragazze e ragazzi vanno assieme ai concerti ed al ristorante, passeggiano per i boulevard, si abbracciano in pubblico, scandalizzando le menti ottenebrate di quegli invasati sbucati fuori con le loro babbucce da qualche pietraia del medioriente dove neanche è immaginabile la bellezza di Parigi e della sua gente.
Pazzi scatenati che grufolano nel loro libro sacro e ci trovano frasi come quelle del loro delirante comunicato di ieri (sura 59, versetto 2) “Allah ha fatto uscire dalle loro dimore i miscredenti ….li raggiunse da dove non se lo aspettavano e getto’ il terrore nei loro cuori””, pubblicato a memoria delle loro eroiche gesta.
Ci si può girare intorno quanto si vuole, esercitarsi nella più raffinata ermeneutica, ma in questi libri “sacri” sempre questa robaccia si trova, ed il primo canone di quella ermeneutica che amano tanto quelli che si affannano nei tanti distinguo è: in claris non fit interpretatio, ètanto chiaro che non c’è bisogno di interpretare.
E qui c’è poco da interpretare.
Dietro le stragi di questi anni, ci sarnno pure CIA e FBI, il potere pluto-giudaico-massonico, la Spectre, i poteri forti che da qualche parte sempre stanno, ma davanti c’è la follia religiosa di chi odia bellezza e civiltà e vuole distruggere il mondo di qua, volendo convincerci che quello di là , pieno di vergini e cherubini, estasi ed acqua fresca corrente, sia migliore.
Grazie, ma continuo a pensare che Parigi , quella di adesso e quella dei miei 20 anni, sia molto meglio.