Salvini, ecco il piano segreto: bruciare Di Maio e superare (con Berlusconi e Meloni) il 40%

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 24 maggio 2018 11:18 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2018 11:18
Salvini, ecco il piano segreto: bruciare Di Maio e superare (con Berlusconi e Meloni) il 40%

Salvini, ecco il piano segreto: bruciare Di Maio e superare (con Berlusconi e Meloni) il 40%

Salvini col vento elettorale in poppa, ha poco interesse politico a tenere in piedi a lungo un governo presieduto da Giuseppe Conte a grande maggioranza grillina.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google PlayTuttavia ha qualche interesse ad entrare nella stanza dei bottoni.

Anche se solo per qualche mese.

E lo fa accomodandosi sulla poltrona che rende di più in termini di visibilità e di accaparramento del consenso, quella di ministro dell’Interno.

Da li, lucrando pure sugli sforzi del suo predecessore Minniti, può gestire efficacemente la politica della immigrazione, punto cruciale della vulgata leghista corrente da molti anni.

Dal Viminale è facile inviare qualche telecamera a Lampedusa per riprendere un muscolare respingimento di disperati o autorizzare lo sgombero forzato di qualche campo rom oppure finanziare la partenza di qualche centinaio di clandestini verso l’Africa.

Dare insomma l’idea, magari non fondata, che la politica sulla immigrazione è cambiata.

Certamente tutto ciò rende dal punto di vista del consenso popolare.

Molto meno redditizia in termini di consenso elettorale, è invece la posizione di Di Maio, destinato a guidare il ministero del Lavoro accorpato a quello dello sviluppo, per meglio guidare il varo di una legge che assicuri il reddito di cittadinanza, leit motiv di tutta la propaganda pentastellata.

Con l’ulteriore grana del ministero delle Infrastrutture, pure a guida grillina, che dovrà sbrogliare la matassa delle grandi opere, prima tra tutti la TAV, la interruzione dei cui lavori costerebbe 250 miliardi e dell’Ilva, la cui chiusura, da sempre caldeggiata dai 5stelle, butterebbe sul lastrico migliaia di persone.

Insomma poltrone scomode, anche perché, notoriamente non ci sono soldi né per il reddito di cittadinanza né per pagare penali o finanziare la riconversione dell’Ilva che significherebbe, peraltro, ripensare a tutta la politica della produzione dell’acciaio in Italia.

Il piano di Salvini è dunque chiaro.

Lucrare ancora più consenso e vedere ridimensionato quello dei 5stelle, per poi aprire una crisi di governo e presentarsi alleato con Forza Italia (rafforzato dalla eleggibilità di Berlusconi) e con la Meloni, con la più che fondata speranza di abbattare il muro del 40% e guidare il centro destra senza i grillini.

A quel punto, il buon professor Giuseppe Conte farà bene a preparare le valige per andare (finalmente) ad insegnare alla Sorbona.

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