Salvini, scaricato anche dai sovranisti, da pugile a sparring partner che prende le botte

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 27 Agosto 2019 20:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2019 20:12
Salvini, scaricato anche dai sovranisti, da pugile a sparring partner che prende le botte

Matteo Salvini (foto ANSA)

Fa quasi tenerezza da quando ha messo su quella faccia da pugile suonato.

Sembrava tutto facile al “capitano”, pensava bastasse qualche ringhio feroce dai bagnasciuga di tutta italia per trasformarsi in uno Statista capace di elaborare una offerta politica decente.

Per 14 mesi non ha fatto altro che girare a vuoto urlando a destra e a manca senza combinare nulla.

Ma soprattutto, commettendo due errori.

Fatali.

Attaccare a testa bassa la Chiesa e l’Europa.

Leader molto più attrezzati di lui, ci hanno sbattuto il grugno contro.

Ed infatti, non appena si è aperto un varco, dal Vaticano e da Bruxelles sono arrivati i primi assist affinché si arrivasse al Conte bis.

Senza di lui.

Del resto, lo stesso Orban, sovranista della prima ora, nel momento cruciale ha preferito avere qualche grande gruppo industriale tedesco o francese in Ungheria piuttosto che smarcarsi dall’Europa.

Per non dire del trappolone che gli ha teso Putin all’hotel Metropol.

Insomma anche i sovranisti più puri alla fine, da partner ideologico lo hanno trasformato in “sparring partner”.

Quello che prende le botte mentre gli altri si allenano.