Sondaggi ufficiali e segreti: Renzi e Berlusconi, paura di Beppe Grillo?

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 24 Maggio 2014 8:00 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2014 10:57
Sondaggi ufficiali e segreti: Renzi e Berlusconi, paura di Beppe Grillo?

Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

ROMA – Indubbiamente crea disagio dover dare credito all’ipotesi che circolino sondaggi segreti sulle intenzioni di voto degli italiani nelle prossime consultazioni elettorali, rilevazioni che vedrebbero il M5S come primo partito in Italia.

Questo poiché ovviamente dovremmo ritenere che quelli propagandati in via ufficiale sui media siano non proprio veritieri e pertanto utilizzati in maniera impropria dai partiti politici.

Certo, qualche dubbio è sempre stato lecito nutrirlo sulla affidabilità dei sondaggi elettorali.

Risulta infatti difficile credere che il partito committente sborsi fior di quattrini per sentirsi dire dal sondaggista di turno che perderà le elezioni o che non sia in “forte crescita” e magari peggio ancora, vedere strombazzato poi il tutto ai quattro venti.

Fin dai tempi dell’ineffabile Gianni Pilo, mago dei sondaggi per conto di un rampante Berlusconi appena sceso in campo, i sistemi di rilevazione delle intenzioni di voto si sono rilevati dei vaticini più assimilabili agli oroscopi che ad un metodo scientifico di previsione

Lo dimostrano i risultati elettorali che di volta in volta hanno smentito le predizioni dei professoroni delle società di rilevazione che avevano azzardato i risultati elettorali.

Tuttavia , se invece , come da più parti adombrato , dovessero circolare sondaggi più veritieri e pertanto maggiormente affidabili, allora sorgerebbe il dubbio che quelli sbandierati da mesi siano delle “armi di distrazione di masse” finalizzati esclusivamente alla propaganda, con grave nocumento della corretta dialettica democratica.

Da un lato infatti i sondaggisti si sarebbero spogliati degli scomodi panni del mago Otelma ma dall’altro si ammanterebbero di quelli ambigui dei consiglieri occulti che, operando nel delicato campo del sondaggio di opinioni, apparirebbero più che freddi analisti del reale dei manipolatori di dati per conto terzi.

L’attacco concentrico cui è sottoposto Grillo da qualche giorno da parte di Berlusconi e Renzi, lascia intendere che le segreterie dei partiti siano in possesso di dati che l’opinione pubblica non ha e che vedrebbero in effetti il M5S sorpassare anche il PD.

La baldanzosa sicurezza ed il furore giacobino dell’ex comico genovese sugli esiti vittoriosi del suo movimento nella prossima competizione elettorale lasciano propendere per tale ipotesi.

Quel che desta sconcerto è il metodo politico, attraverso cui si propagano notizie destinate senza dubbio ad influenzare l’elettorato, spacciando per dati scientifici sondaggi che invece sono solo auspici dei committenti e tenendo ben chiusi nei cassetti quelli che riflettono le reali intenzioni di voto dell’elettorato.

Si dirà che è sempre stato così. Sarà, ma dato che questo è il governo del cambiamento, non sarà giunto il momento anche di cambiare le regole del gioco dei sondaggi ed imporre in qualche modo una disciplinata e corretta gestione dei dati risultanti dalle rilevazioni?