Ue, il piano di Salvini: spostare asse da Berlino-Parigi a Visegrad. I migranti? Solo lo spunto

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 30 giugno 2018 14:39 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2018 14:39
Ue, il piano di Salvini: spostare asse da Berlino-Parigi a Visegrad. I migranti? Solo lo spunto

Ue, il piano di Salvini: spostare asse da Berlino-Parigi a Visegrad. I migranti? Solo lo spunto

ROMA – La prende alla larga Matteo Salvini ma il suo piano è chiaro. Spostare l’asse europeo Berlino/Parigi verso Visegrad a guida Orban. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il tema della immigrazione è solo lo spunto, la sponda sicura che Salvini cerca nei governi dell’Europa dell’est, per instradare il vero percorso che persegue da tempo.

I termini della intesa del recente eurosummit di Bruxelles, sono sotto gli occhi di tutti.

Obbligo per l’Italia di riaccogliere tutti i migranti transitati per il nostro paese;

Nessun obbligo di ricollocazione per gli altri Paesi.

Centri di accoglienza solo su base volontaria (sic!);

Definito intangibile il Regolamento di Dublino, oggettivamente contrario agli interessi italiani.

Una Caporetto su tutta la linea che solo l’ingenuità di Conte, poteva ritenere una vittoria.

Almeno fino all’ora di cena, quando la telefonata di Salvini lo convinceva che vittoria era sì, ma all’80% (per Salvini al 70%, evidentemente c’è stato qualche problema di comunicazione tra i due).

In realtà ad essere accolte sono state solo le pretese di Orban sulla base “volontaria” dei centri di accoglienza (che magiari e boemi, slovacchi e moravi non vedranno mai) e quelli della Merkel sulla ricollocazione dei migranti solo transitati per l’Italia e per lo più finiti in Germania. Con buona pace di Salvini, che fa finta di non saperlo, esistono pure quelli.

Non si riesce a scorgere dunque qualche vantaggio italiano, a parte avere imposto qualche tema al summit sotto minaccia di un veto sospensivo. Ma per il Governo italiano va bene cosi, aver battuto i pugni sul tavolo, dopo averlo convocato, è più che sufficiente a dare l’idea di una Italia protagonista in Europa.

Resta da capire quale è l’Europa cui pensa l’Italia. Se sia quella guidata dagli odiati Macron e Merkel oppure quella sovranista ed euro scettica di Orban.

Attraverso l’adesione ai temi di Visegrad, usciti vincitori dal vertice europeo, Salvini può più efficacemente perseguire il fine che si è sempre proposto. Indebolire le istituzioni europee e preparare l’uscita dall’Euro.

Ora che fa il Ministro degli Interni, quello degli Esteri e pure il Premier gli sarà più facile. Ed è questo il motivo che fa ritenere soddisfatto (altro che al 70%!) il leader leghista degli esiti del summit di Bruxelles.

Con gli alleati che ha e con la scassata opposizione che si ritrova, gli riesce tutto molto facile.