Barilla fa la pasta, non si occupa di omofobia

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 27 settembre 2013 8:34 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 8:35
Barilla fa la pasta, non si occupa di omofobia

Guido Barilla

ROMA – In alcune città italiane, sono comparsi in questi giorni allegri gazebo che occupano le piazze centrali. Sono quelli del Mulino bianco, reparto dolciario della Barilla, il colosso mondiale della pasta, uno dei marchi che hanno una memoria di italianità.

Non so quanto la comparsa sia casuale o quanto sia casuale la coincidenza con la polemica fra Guido Barilla e il mondo che si batte per le libertà sessuali, comprese ovviamente quelle omosessuali.

E’ noto, infatti, che Guido Barilla, rampollo capo della famiglia di Parma, ha dichiarato che dove c’è Barilla c’è casa, ma che a lui la casa piace tradizionale: padre, madre e figli. Niente concessioni alla “modernità”, nessuna tentazione di mandare sugli schermi pubblicità che mettano attorno al tavolo di cucina due genitori dello stesso sesso.
Insomma nessuna concessione al nuovo che avanza. Naturalmente, il signor Guido si è presa la sua razione di pesanti rampogne, che i gruppi anti-omofobia riservano agli omofobi palesi e occulti.
Non so dunque quanto le giornate del Mulino bianco siano casuali in questo momento di polemica, e in fondo non è neanche importante stabilirlo. Niente di male se Barilla ha colto al volo l’occasione per far fruttare l’ondata mediatica.
Posso immaginare perché Guido Barilla ha detto quel che pensa sulla famiglia, sull’omofobia, sui suoi biscotti. Pur nel rispetto delle idee di tutti, il signor Guido sa che la sua azienda parla a un mercato planetario, non a nicchie per prodotti sofisticati.
Il mercato planetario è fatto da famiglie tradizionali che, con pochi euro, fanno colazione la mattina e pranzano con un piatto di pasta. Sa bene,  Barilla, che la crisi spinge i consumatori verso prodotti che costano poco e saziano: pasta, biscotti, brioche ad esempio. Un momento così è d’oro per un’azienda come Barilla, Natale si avvicina.

Guido fa l’imprenditore, non il garante di minoranze sociali o politiche. E, in quanto tale, parla degli interessi della sua azienda e sa che il grande mondo dei mangiatori di pasta poco si appassiona ai tempi etici o filosofici.
Allora, forse, i gazebo non sono una coincidenza. E anche se lo fossero, cambierebbe poco. Il Mulino bianco è l’immagine della famiglia ordinata e tradizionale, forse anche troppo pulitina e un po’ passatista. Sarebbe improbabile con quattro nonne, due genitrici e tanti bambini, senza neanche un nonno che fuma la pipa con gli occhialini sul naso. Almeno al giorno d’oggi.