Antonio Del Giudice

Casini per raggiungere Berlusconi abbandona la zattera

Casini come Schettino: abbandona la nave per raggiungere Berlusconi

Casini e il bacio-abbraccio con Berlusconi

ROMA- Il tatto politico di Pierferdinando Casini l’ha portato a un cambiamento radicale nei suoi comportamenti. Fino ad oggi, nelle sue ripetute giravolte. aveva brandito lo stendardo dell’Udc, questa volta si muove solo, libero e felice, senza neanche trascinarsi dietro il Casini-ombra, vale a dire Lorenzo Cesa.

Onore al pelo sullo stomaco di Pierferdy, che questa volta non ha neanche accennato a scissioni dell’atomo Popolare, altra scheggia dell’eredità democristiana. Dopo sei anni di sogno neocentrista e proporzionalista, Casini prende atto che non c’è trippa fuori dal bipolarismo, che il terzo polo è occupato dal grillismo, e che la trippa va cercata da un’altra parte.
Dopo sei anni di insulti a Silvio Berlusconi, cordialmente ricambiati, e di strizzatine d’occhio a Massimo D’Alema e a Pierluigi Bersani; dopo il matrimonio e il divorzio-lampo con Mario Monti, l’ex-figlioccio di Arnaldo-Forlani torna, con la coda fra le gambe, alla casa del Cavaliere decaduto. Lo spinge la speranza di uno strapuntino alla Camera, ormai impossibile con i centrismi vari, ed essendo impossibile un approdo nel Pd di Matteo Renzi, il rottamatore senza galateo del Nazareno.
Berlusconi, va da sé, fa il grande gesto del perdono sapendo che Casini non porterà un granché di voti, ma quel granché è comunque sottratto al centrosinistra e potrebbe essere decisivo con l’Italicum. Il Cavaliere non bada al malumore dei suoi, preoccupati dall’arrivo di Pierferdy, concorrente di peso ai seggi parlamentari che l’abolizione del Senato limiterà alla sola Camera. Lo strepitìo di fondo non turba il Cavaliere, anzi. Bravo com’è a sfruttare la concorrenza fra i polli, Silvio avrà più scelta nel pollaio dei fedelissimi.
E la coerenza? Dov’è la coerenza di Casini? A ben vedere, il ritorno a casa è perfettamente coerente con l’uomo che volle il Porcellum e poi lo combatté, abolì le preferenze e poi le rivolle, fu vassallo di Berlusconi e poi l’abbandonò, firmò compromessi con D’Alema e poi li stracciò. Infine portò sulla zattera i naufraghi dell’Udc e adesso se la dà a nuoto.
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