Chiesa realista scarica Monti e va alla coscienza dei cattolici

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 23 Gennaio 2013 12:46 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2013 13:08
Monti-Vaticano-messa-papa

Monti in Vaticano alla messa del Papa (LaPresse)

ROMA – Dopo l’affrettato endorsement per Mario Monti, la Chiesa si ritira in buon ordine e lascia i suoi devoti votare per chi pare a loro. Purché chiedano ai loro eletti di battersi per quei “principi non negoziabili” che sono spirito e materia della guida di Papa Benedetto XVI Ratzinger. Una sorta di liberi tutti, purché pronti a difendere la fede.

I cardinali Bertone e Bagnasco, le massime autorità in campo per Vaticano e Vescovi italiani, lo annunceranno ufficialmente, ma già da qualche settimana i due massimi esponenti della Chiesa di Roma hanno provveduto a raffreddare l’entusiasmo per Monti, dopo la partenza a razzo di Osservatore Romano e Avvenire.

Un liberi tutti mai accaduto dal dopoguerra e, si potrebbe dire, dall’unità d’Italia. Perché oggi? Pur restando la Chiesa pregiudizialmente contro i partiti di sinistra, questa volta si rende conto che non può contare né su Berlusconi, abbastanza impresentabile sui “principi”, né su Monti, cattolico e laico di rito ambrosiano che poco si attaglia alla bisogna.

La simpatia di papa Ratzinger è per lui, e probabilmente la campagna a suo favore passerà per le sacrestie. Ma il sospetto è che il fenomeno di “dissobedienza civile” non riguarda solo don Andrea Gallo che canta “Bella ciao”, è ben più diffuso anche nella gerarchia episcopale che si confronta tutti i giorni col suo popolo. Non c’è più il cardinale Martini, capo della “sinistra ecclesiale”, ma questo non incide molto. Incide il fatto che il popolo non chiede più al proprio confessore per chi votare. I confessionali sono deserti.

Forse la vera ragione della scelta di “desistenza” della Chiesa è proprio in quel deserto dei confessionali. Questo Paese è sempre più “protestante” al Nord e sempre più indifferente al Sud, rispetto alla religione come fatto pubblico. C’è una intensa religiosità privata, che però non condiziona le scelte politiche dei cattolici, neanche se a suggerirle è la Binetti.

La Chiesa ha cambiato la rotta celermente, riportando le cose alla loro realtà intrinseca. In fondo, è la storia di questo Paese. Anche quando c’erano i Comitati civici di Gedda, c’era un gruppo tenace di cattolici comunisti guidati da Franco Rodano: ufficialmente “scomunicati”, in realtà, tramite fra Vaticano e Botteghe Oscure. Qualcuno se lo ricorda?