Coronavirus fa miracoli: Conte statista, Berlusconi resuscitato

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 7 Giugno 2020 8:27 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2020 8:27
Coronavirus fa miracoli: Conte statista, Berlusconi resuscitato

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Coronavirus e miracoli. Dal male può venire il bene, recitava la saggezza antica. Il Covid-19 fa miracoli da questo punto di vista.

Prendiamo il premier Conte che fu quasi unanimemente descritto come il vice dei suoi vice, Di Maio e Salvini.

Con l’intemerata in Parlamento cacciò il leader leghista dal governo e convinse i Cinque stelle ad allearsi col Pd.

Il suo arrancare alla guida di un governo litigioso è stato trasformato in autorevole leadership dai tre mesi di pandemia.

E, si può presumere, il suo peso aumenterà con l’arrivo dei miliardi dell’Unione europea. Oggi è proprio l’Europa a fare di lui il nemico giurato di Salvini e della Meloni, i sovranisti nostrani.

Prendete Berlusconi. Caso unico di sopravvivenza fra politica, impresa e disavventure giudiziarie, il Cav torna a galla. Da ineleggibile a parlamentare europeo, anche lui rilanciato adesso dal Coronavirus.

L’uomo di Arcore, che sa di impresa e di danaro, non si attarda nelle chiacchiere e nei raduni dei suoi alleati della destra. Va al sodo.

Gianni Letta lavora sottotraccia. Se il governo avrà bisogno di aiuto per portare soldi in Italia, il Berlusca c’è. Altro miracolo di padre Pio, il protettore di Conte.

Ma il prodigio più incredibile del Coronavirus arriva dalle capriole di alcuni giornali.

Dalle penne dorate che avevano cavalcato le varie tangentopoli, a partire dal caso Cusani, febbraio 1992.

Antonio Di Pietro era stato per un decennio il loro epuratore di riferimento. I partiti che avevano fatto la Costituzione trattati come un branco di ladri. Ci avrebbe pensato il pm molisano a salvare l’Italia.

Non che non ci fosse del marcio, no. Ma i ladruncoli furono usati per distruggere la politica tutta. Poi arrivarono i Grillo, i 5 Stelle, e i Salvini premier. E lascio perdere i Pappalardi. Stiamo meglio di prima? Ho qualche dubbio.

Oggi vedo che anche i vecchi Censori, quelli della Casta male assoluto, i manettari di ogni specie invocano la Politica con la maiuscola, rimpiangono addirittura la Dc e il Pci, il Psi e il Pri, sigle che ormai dicono poco.

Gli stessi vecchi Censori oggi picchiano come fabbri contro l’incompetenza e l’approssimazione degli uomini nuovi. Che sorpresa! O pensavano davvero che, distrutta la politica, dal letame potessero nascere i fiori?