Coronavirus, la rivolta dei vecchi. Ho 70 anni, quella guarita a 107, ne ho ancora 37

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 17 Aprile 2020 10:53 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 10:53
Coronavirus anziani: negozi riservati la mattina e sconti per chi fa la spesa nelle fasce protette

Coronavirus anziani: negozi riservati la mattina e sconti per chi fa la spesa nelle fasce protette (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus. Quando superi i 70 anni, l’idea della vecchiaia diventa un chiodo che ti si pianta nel cervello.

Cominci a fare due conti come se fosse possibile anticipare la somma finale.

La calcolatrice la trovi nel tuo Dna immaginario.

Tua nonna materna è morta quasi centenaria. Tuo padre è morto alla tua età di adesso. Tua sorella a 28, un’altra a 52, tuo fratello a 54 anni.

Tu sei un sopravvissuto, pura fortuna.

Con un altro po’ di fortuna, puoi ancora raggiungere l’età di tua nonna materna. O almeno gli 86 di tuo nonno. Giochi una sorta di partita a scacchi in solitaria.

Poi, non bastassero gli anni, a terremotati il cervello arriva il Coronavirus, con lui arrivano Borrelli e tutti gli esperti che spuntano come lumache quando piove.

Il numero dei morti sta scendendo, pare. E comunque fino ad oggi la stragrande maggioranza dei deceduti (dicono così per non esagerare) superano i 55 anni.

Ecco, potrei morire ed essere anche in fortunato ritardo.

Ho cominciato a guardare con sospetto tutti quelli più giovani di me, uomini e donne. Quando li trovo in fila al negozietto sotto casa, noto che mi guardano come se fossi un morto che fa la spesa.

Nonostante le mascherine, noto i loro sorrisetti imbarazzati. Non è colpa loro, se io sono vecchio e con un piede nel Coronavirus.

Questa storia dei vecchi intubati, degli ospizi cimiteriali, della strage degli innocenti  come se l’età fosse una colpa… Questa storia mi angoscia e mi perseguita, e mi ha anche stufato.

Mi immunizzo con i libri, i film, la ginnastica, la scrittura, il Montepulciano d’Abruzzo.

Sono pronto e mi preparo a restare murato in casa per qualche lustro.

Poi leggo -vero o falso non mi importa- che è guarita dal virus una vecchietta, lei sì vecchia, di 107 anni. Me ne mancano 36. C’è tempo.