Davide Casaleggio, Marina Berlusconi…la politica si fa famiglia

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 29 Maggio 2014 18:46 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 18:46
Davide Casaleggio, Marina Berlusconi...la politica si fa famiglia

Davide Casaleggio (foto da video)

ROMA – Silvio Berlusconi, sconfitto e incerto, sta diventando lo specchio deformante di Gianroberto Casaleggio, il guru di Beppe Grillo. Differenti nella criniera, i due si ritrovano sule idee che contano. L’azienda politica e la famiglia. Silvio, dopo un anno di forse che si-forse che no, decide la sorpresa: giù le mani dai miei figli. In campo resta lui, fino alla consumazione dei secoli e di Forza Italia. Il guru, dopo la batosta renziana, mette sul tavolo la carta del futuro: il figlio Davide. Strano contrappasso per il M5S, la famiglia dinastica non scelta dal Blog e neanche annunciata in streaming. Cambio di strategia per i due grandi sconfitti del 25 maggio.

La gara fra Berlusconi e il duo Grillo-Casaleggio continua però in Europa nella stessa direzione: la destra antieuropea, possibilmente xenofoba. L’ex-premier riaggancia la Lega di Matteo Salvini, fresca alleata di Marine Le Pen. Il movimento Grillo-Casaleggio approccia (non in streaming) l’Ukip di Nigel Farage, il più destro dell’Inghilterra e di tutto il regno di Elisabetta.

Ora, la disperazione politica dell’ex Cav è condivisa dal partito che cerca una soluzione qualunque per risalire, e che alla fine si potrebbe anche arrendere a Raffaele Fitto. Il cerchio magico dice di no, ma sa bene che se si arrendesse il Capo, l’intendenza seguirebbe. C’è da scommetterlo.

Diversa la condizione di Beppe e Associato. Dopo aver issato la bandiera di Enrico Berlinguer, sarà difficile ai due Consoli convincere il movimento della successione dinastica e dell’adesione alle teorie di Farage. Sarà difficile persino con i cittadini-parlamentari sostenere soluzioni para-berlusconiane pasticciate. Il grillismo viene da destra e da sinistra, certo, ma la “questione morale” di Berlinguer poco si sposa con i partiti di famiglia e con i neofascisti, sia pure inglesi.

L’impressione è che Silvio e Beppe, uniti nel disastro, lancino cime di qua è di là per non affogare con tutto il carico. Ma lo spettacolo in corso dalle loro parti ha poco a che vedere con la politica. Per ora continuano a lavorare per Renzi, probabilmente a loro insaputa.