Renzi con Berlusconi, mossa da lottatore greco-romano premessa di bidone?

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 19 gennaio 2014 13:49 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2014 13:50

Rai Uno - Matteo Renzi ospite a  "Porta a Porta"ROMA – Esiste nella lotta greco-romana una mossa che ti consente di sfruttare la forza dell’avversario. Nello sport del contrasto per eccellenza, gli atleti meno dotati fisicamente usano il cervello, fino alla caduta dell’avversario trascinato della sua stessa spinta. Collaudato sistema che consentiva ai “minuscoli” italiani di mandare al tappeto le montagne di muscoli dei russi, allora sovietici.

Qualcosa di simile avviene ogni tanto in politica. Ed è ciò che è accaduto con Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Condannato o non condannato, infatti, il Cavaliere resta un punto di riferimento per pezzo consistente del Paese. Il sindaco-segretario del Pd, togliattianamente ragionando, ha pensato che l’unico modo per “sminare” il terreno dello scontro istituzionale fosse usare la sua stessa forza per ridimensionarlo. Lo ha convocato a casa sua, costringendolo a passare sotto le forche caudine del Nazareno, sapendo che Silvio non avrebbe potuto dire di no. Si è fatto avallare il suo progetto di riforme istituzionali e di legge elettorale. Adesso non solo conta anche su un pacchetto di parlamentari berlusconiani al momento del voto segreto, ma ha tolto a Berlusconi l’arma che meglio sa maneggiare: il populismo e le sue truppe di guastatori.

Renzi, nonostante le diffidenze e le opposizioni di pezzi consistenti di Pd, ha giocato la carta del lottatore greco-romano. Il solo dubbio che rimane e se il Signore di Arcore, incoronato Padre della Patria, non sia già pronto a una giravolta delle sue.

E’ evidente anche ai più tenaci denigratori di Renzi che, irretito Berlusconi, sarà più facile adesso al leader del Pd trattare con i suoi, con Letta, con Alfano e con i Casini vari. Ognuno eviterà di restare tagliato fuori dal gioco “riformatore”. Messi d’accordo i grandi partiti, sarà interesse dei piccoli non restare col cerino in mano, alla ricerca di un proporzionale puro che li salvi dall’estinzione. Lo stesso Enrico Letta dovrà decidere che cosa fare da grande, e con lui Angelino Alfano e gli ex-berluscones. La tenaglia Renzi-Berlusconi non lascia spazi alle antiche furbizie.

A meno che, Berlusconi non abbia subito l’affronto delle forche caudine per altre ragioni, i soliti suoi problemi personali. Lo capiremo presto. Non è detto che accada, ma non è intelligente escluderlo. A quel punto, altro che Terza Repubblica, altro che Padri della Patria….