Stefano Petrovich, architetto dei quotidiani locali, morto a 84 anni

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 25 settembre 2013 21:24 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 21:25
Stefano Petrovich, architetto dei quotidiani locali, morto a 84 anni

Stefano Petrovich, architetto dei quotidiani locali, morto a 84 anni

ROMA – Stefano Petrovich, che è stato l'”architetto” della grafica dei giornali locali del gruppo Espresso-Finegil, è morto mercoledì a Roma, aveva 84 anni. Nato a Podgorica, capitale del Montenegro, aveva studiato architettura, ma si era presto innamorato dei giornali, diventando un eccellente grafico.

Dopo 27 anni passati a “Paese sera”, quotidiano comunista romano, Petrovich aveva seguito Mario Lenzi, l’uomo che ha trasformato in realtà il sogno di una catena di quotidiani locali dell’editore Carlo Caracciolo. Per il gruppo Petrovich aveva continuato a lavorare fino a quattro anni fa.

Petrovich, che era un giornalista grafico, era un personaggio per la sua storia e per le sue curiosità culturali. Principe del Montenegro, era arrivato in Italia nel 1941, ancora ragazzino, in fuga dal regime di Tito. Aveva abitato al Quirinale con sua zia, la regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III e sorella di Nicola II, re del Montenegro, nonno di Stefano.

Lettore onnivoro, Petrovich era poliglotta, padroneggiava il francese, l’inglese, il russo, il croato-serbo e il serbo-croato. Conosceva l’italiano che aveva imparato alla perfezione, ed era rigorosissimo nel “passaggio” degli articoli quando, caporedattore di Paese sera, rampognava i suoi colleghi italiani per gli strafalcioni. Dalle sue rampogne sono passate tre generazioni di giornalisti, molti di loro protagonisti della nascita de “La Repubblica” con Eugenio Scalfari.

Stefano Petrovich sarà salutato dagli amici venerdì alle 12 al Tempietto egizio del Verano.