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Dimissioni Benedetto XVI: Vespa celebra il funerale a sua insaputa

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 12 Febbraio 2013 9:18 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2013 9:59
vespa bruno

Bruno Vespa

A poche ore dalla rinuncia del Papa Benedetto XVI Ratzinger al pontificato, Bruno Vespa ha mandato in onda il “Porta a porta” pronto per la morte di Ratzinger-Benedetto XVI. Non so se il Papa ha visto la trasmissione, e se prima si è munito di corni e ferri di cavallo. Spero che si sia preparato per tempo.

Se un ignaro spettatore avesse acceso la tv, si sarebbe certamente convinto che si parlava di un uomo passato a miglior vita. Persino la “diretta” da San Pietro aveva qualcosa di macabro, con la telecamera piazzata a riprendere le finestre illuminate dell’appartamento del Pontefice, così come accade quando la cronaca documenta i luoghi di vita di una celebrità che in vita non è più. La stessa scena che abbiamo visto per Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.

Ogni tanto, alle domande “ficcanti” di Vespa, il povero padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, era costretto a ricordare che Ratzinger c’è ancora, sì è vero si è dimesso, ma è ancora fra di noi e mercoledì 13 celebrerà il rito delle Ceneri, parlerà ai preti di Roma, insomma che il papa non è pronto per il suo funerale. Ma Vespa non riesce a crederci.

Giuliano Ferrara e Massimo Cacciari, considerando Benedetto XVI vivo, discutevano la sua difficile opera in questi otto anni. Ci provavano con competenza e finezza. Ma Vespa voleva soltanto sapere chi sarà il prossimo papa, e che come sarà la sua Chiesa. Insomma, papa dimissionario o papa morto per lui pari sono. Un funerale di prima classe senza il morto.

Certo che per la prima volta un Pontefice, dopo seicento anni, lasci il soglio con le sue gambe, è un fatto straordinario, una notizia che mai più avremmo immaginato di vivere. Il problema è l’impreparazione nostra davanti a una notizia del genere. Più facile il cliché di un funerale, più facile accostarlo a Celestino V o, per altre ragioni, a Wojtyla.

Una suggestiva cerimonia di lutto a insaputa del morto che non è morto. Toccava al medico gerontologo spiegare la ragione profonda della notizia: il vicario di Dio in terra che accetta la sua fragilità e, da uomo saggio, passa la mano a un successore che abbia età ed energia. Lui, per quanto lo riguarda, non ha nessuna intenzione di morire per ora: gli stanno ristrutturando la casa nei giardini del Vaticano e pensa di dedicarsi allo studio e alla preghiera.

La notizia della sua morte gli sembra davvero esagerata, anche se guardando “Porta a porta” gli sarà venuto qualche dubbio. Le ultime dimissioni del papa risalgono al XV secolo, il funerale a un papa vivo è il primo in duemila anni di storia della Chiesa.