Angela Merkel in Italia “auspica la stabilità”, ma in Germania non ce l’ha

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 1 ottobre 2013 16:15 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 16:15
Angela Merkel in Italia “auspica la stabilità”, ma in Germania non ce l’ha (LaPresse)

Angela Merkel in Italia “auspica la stabilità”, ma in Germania non ce l’ha (LaPresse)

BERLINO – Angela Merkel, che è intervenuta negli affari politici italiani telefonando al premier Enrico Letta e auspicando la stabilità, deve trovare prima la stabilità in casa sua, in Germania.

Dopo le elezioni federali tedesche del 22 settembre, che hanno dato la maggioranza relativa ma non assoluta dei voti al partito di centrodestra della Merkel, Cdu-Csu, tutti hanno dato per scontato che si formasse una nuova Grosse koalition con la Spd di Peer Steinbrück. Basta aggiungere ai 311 seggi della Cdu-Csu i 192 dei socialdemocratici e si governa con 503 voti a favore su 630 nella Bundestag (per la maggioranza ne bastano 316).

Era andata così nel 2005. Dopo due mesi di trattative Cdu e Spd formarono un governo di Grande Coalizione che durò quattro anni. Il cancellierato Merkel dura da allora, rendendo quella dell’ex delfina di Helmut Kohl la leadership più longeva in Europa. Ma ci sono sostanziali differenze fra il risultato del 2005 e quello delle ultime elezioni. Otto anni fa socialdemocratici e cristiano-democratici arrivarono appaiati a quota 36%, con la Cdu in vantaggio dello 0,6 (anche se con 6 seggi in meno, per via del sistema elettorale misto proporzionale-maggioritario che c’è in Germania).

Ora invece la Cdu ha il 42,5% dei voti, staccando nettamente i rivali socialdemocratici fermi al 25,7%. Che significa? Che chi governa con la Merkel governerà all’ombra della Merkel. Cosa che non piace agli elettori di sinistra e non piace agli eletti di sinistra. Quindi sia Verdi che Spd, che pure hanno avviato i colloqui con la Merkel, questa volta non hanno nessuna intenzione di rendere la vita più facile alla Cdu.

Con questi rapporti di forza i negoziati possono andare avanti “anche fino a gennaio”, come ha dichiarato Andrea Nahles, segretario generale Spd. E se no? Si finisce ad elezioni anticipate, come quegli inaffidabili italiani.