Elezioni. Ma il 24 e 25 febbraio conterà di più un tasso o un cane?

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 7 Febbraio 2013 21:12 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2013 15:32

ROMA – Alla fine cosa conterà di più per vincere le elezioni? Una gag, una sparata, una foto con un cane o gli indicatori macroeconomici, le proposte sul lavoro o sull’economia? Questa la domanda alla fine di una giornata in cui le “cose serie” si contendono a fatica la scena mediatica con gli sketch da campagna elettorale. L’ultima tendenza è quella di adottare/ farsi fotografare con un cane, meglio se di taglia minuscola. Non si è sottratto nemmeno Mario Monti, che ospite alle Invasioni Barbariche (La7) ha accettato da Daria Bignardi un piccolo cane, poi ribattezzato “Empy“, diminutivo di “empatia”, una parola che il Professore si sforza di far entrare nel suo vocabolario, ingollando birra, sottoponendosi a domande su Sanremo, cercando insomma di accaparrarsi voti mostrandosi “simpatico”.

Ma è un campo in cui Berlusconi batte tutti. L’ultima chicca è l’imitazione di Bersani nella quale si è esibito all’Auditorium della Conciliazione. Fa dimenticare la sparata sui “4 milioni di posti di lavoro“, promessa che il Cavaliere ha lanciato e si è rimangiato nello spazio di poche ore, una volta che (quasi) tutti gli hanno fatto notare l’enormità.

Berlusconi si prende la scena delle gag e delle sparate. Gli altri provano a imitarlo ma non “bucano lo schermo”. La lista Monti, per esempio, ha fatto una proposta che in un normale giovedì si sarebbe presa qualche titolo di telegiornale: creare lavoro “con un nuovo contratto a tempo indeterminato più flessibile, un taglio dell’Irpef di 15 miliardi e il dimezzamento dell’Irap entro il 2017”. È grossa, al confine con la sparata, ma ha il difetto di non essere “made in Arcore”.

Anche Bersani ci prova, e tira fuori un numero grosso e tondo: un maxi stanziamento di 50 miliardi per ripianare il debito dello Stato con le piccole e medie imprese, da finanziare con un’emissione straordinaria di titoli di Stato. Niente. I sondaggi, inaffidabili ma molto influenti sull’umore della campagna elettorale, registrano un distacco sempre minore fra il centrosinistra e il centrodestra, con un Senato sempre più incerto, dove non basterebbe neanche un’alleanza fra Bersani e Monti a conquistare la maggioranza dei seggi.

Basta, intanto, soltanto parlarne per poche ore, di un accordo fra il “terzo polo” e la coalizione di centrosinistra per ingrassare i consensi del fianco destro (Berlusconi) e del fianco sinistro (Ingroia) di quest’alleanza ipotetica che non convince nessuno, e meno di tutti Nichi Vendola, che si dibatte disperatamente per ribadire la propria identità “sinistra” e non farsi cannibalizzare da Rivoluzione Civile. Al Pd iniziano a capirlo e mandano in avanscoperta il centravanti “turco” Stefano Fassina a ricordare che “quest’anno non raggiungeremo il pareggio di bilancio e che Monti lascia un debito pubblico maggiore di quello che aveva lasciato Berlusconi”.

Monti intanto è in Europa, a giocarsi una partita importantissima per le sue sorti elettorali e per l’Italia: quella sul bilancio comunitario. In ballo ci sono gli stanziamenti europei per i prossimi sette anni e la possibilità di invertire il ciclo economico. Stavolta il “nemico” non è Angela Merkel ma David Cameron: il premier britannico è arrivato quasi allo scontro con François Hollande e preme perché i fondi siano ridotti in modo da lasciare più libertà ai singoli Paesi. Monti è invece in sintonia con il presidente francese e con il premier spagnolo per una politica di rilancio degli investimenti che faccia da volano alla ripresa.

Riuscire a portare acqua al mulino dell’Italia sarebbe per Monti un’occasione per ribadire il suo unico punto di forza: la sua credibilità internazionale, minata dalla sua scelta poco “tecnica” di tuffarsi nella mischia elettorale che gli ha attirato le critiche del Wall Street Journal e soprattutto del Financial Times.

Se poi convincere Cameron (Monti) o proporre un piano per rilanciare l’occupazione (Bersani) conterà meno del mostrarsi “empatico” con un cane lo diranno solo le urne. I più pessimisti vedono nel cane l’ago della bilancia.