Renata Polverini, Regione Lazio 2011: 47 report “incompleti o generici” pagati 1.003.828 euro

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 28 Giugno 2013 6:37 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2013 21:42
Renata Polverini, Regione Lazio 2011: 47 report "incompleti o generici" pagati 1.003.828 euro

Renata Polverini, governatrice del Lazio dal 2010 al 2013 (LaPresse)

ROMA – Bilancio 2011 della Regione Lazio, dati della Corte dei Conti: fra i capitoli di spesa che sotto la gestione di Renata Polverini hanno portato a un disavanzo di 11 miliardi, ci sono 47 consulenze pagate 1.003.828 euro. Sono studi pagati in media 15-20 mila euro, da un minimo di 9 mila a un massimo di 33 mila euro. Ma si tratta, nel migliore dei casi, di “tesine”, lavori di ricerca confezionati alla bell’e meglio, a volte di poche cartelle, a volte non consegnati affatto, ma regolarmente retribuiti.

Si tratta comunque di cifre totalmente fuori dal mercato: se siete un ricercatore o un professore che vuole pubblicare uno studio o una tesi, spesso dovrete pagare di tasca vostra la pubblicazione alla casa editrice. Se siete un autore che trova un accordo con una casa editrice per dare alle stampe un libro, bene che vi vada riceverete un anticipo di 5 mila euro, e nella stragrande maggioranza dei casi saranno gli unici soldi che vedrete.

Questi “report”, invece, sono stati ben pagati. Ma, come evidenzia la Corte dei Conti, si è trattato di elaborati “incompleti”, “sintetici nella forma e generici nei contenuti”. Citiamo alcuni casi presi in esame dalla relazione della Corte (Scarica il documento integrale): “Processi decisionali multilivello: la politica di coesione e la partecipazione regionale alla produzione normativa UE” (Antonio Tiseo) “Il fascicolo fornito risulta privo di relazione”; ma è stato pagato 15.000 euro.

“Il fascicolo fornito relativo a Claudio Lena risulta privo di relazione per il cui argomento risulta conferito l’incarico, mentre contiene altra relazione avente oggetto diverso” (Ambiente – stato dell’area nel Lazio – strategie e metodi di intervento); ma è stato pagato 35.000 euro.

“Il fascicolo fornito, relativo a Rosica Cecilia, risulta privo di relazione. È stata trasmessa esclusivamente una auto-relazione del consulente di 10 pagg. attestante l’attività di consulenza tecnico-organizzativa e di supporto svolta”. Costo dell’operazione: 16.500 euro nel 2011 e 33.000 nel 2010.

“Per il nominativo Albani Alessia, indicato nella Tab. n. 64, non risulta trasmesso alcun fascicolo”. Avrebbe dovuto fare uno “Studio e approfondimento delle problematiche strettamente legate all’organizzazione contabile e finanziaria del Consiglio Regionale” per un costo di 22.000 euro a carico della Regione.

Continua la relazione della Corte dei Conti: “Dall’esame di un campionamento degli oggetti delle consulenze conferite è emerso l’estrema genericità dell’oggetto del conferimento, cui corrisponde un elaborato scritto sintetico nella forma e generico nei contenuti, nel quale non sembra emergere un diretto collegamento/esame della realtà sociale, economica o culturale della Regione Lazio, come nei casi sottoelencati:

“L’ente Regione Lazio per la costruzione di un incontro intergenerazionale fra giovani e anziani” (Maria Ruini, 22.000 euro).

“Lazio: fenomenologia locale di una crisi globale – Analisi e proposte” (Alessandra Tibaldi, 33.000 euro): “La relazione rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione consta di 9 pagine, e contiene elementi generali di inquadramento dell’argomento”.

“La partecipazione delle regioni alla formazione degli atti comunitari” (Rita Evangelista, 18.000 euro): “La relazione rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione consta di 167 pagine, e contiene elementi generali di inquadramento dell’argomento”.

“Criteri di scelta di proposta formativa e modalità di sviluppo sul potenziale connubio formazione/offerta di lavoro”
(Andrea Pizzicaroli, 33.000 euro): “L’articolazione della consulenza (complessive 11 pagine) è suddivisa in 4 parti e contiene elementi generali di inquadramento dell’argomento”.

“Pari opportunità nei luoghi di lavoro” (Ofelia Palombo, 30.000 euro): “La relazione rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione consta di 7 pagine, e contiene elementi generali di inquadramento dell’argomento”.

“E-democracy ed e-government: componenti della cittadinanza nella società dell’informazione” (Caterina Leone, 33.000 euro): “La relazione rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione consta di 11 pagine, e contiene elem enti generali di inquadramento dell’argomento”.

“Politiche regionali di gestione dei flussi migratori nell’ambito della integrazione di cittadini stranieri con riferimento alle linee di indirizzo della commissione europea (Andrea Fama, 22.000 euro): “La relazione rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione consta di 6 pagine, e contiene elementi generali di inquadramento dell’argomento”

“Studio comparativo degli statuti e dei regolamenti dei consigli regionali – conparticolare riferimento all’autonomia finanziaria della Regione di un campione significativo di regioni italiane (Fabrizio Dani, 33.000 euro): “La relazione, rinvenuta nel fascicolo prodotto dall’Amministrazione, consta di 3 pagine, con elementi generali di inquadramento dell’argomento; ad essa sono allegate 6 pagine in cui sono riprodotti stralci degli statuti della Regione Veneto, Piemonte, Umbria”.

“Con riferimento, poi, allo studio per l’implementazione del controllo di gestione e degli strumenti per la valutazione delle performance nel Consiglio regionale, affidata all’Università degli studi di Cassino – Dipartimento Impresa, ambiente e management, non risulta che la stessa abbia avuto un risvolto applicativo nella valutazione della performance del Consiglio regionale”. Ma è costato 26.000 euro.