VeDrò, la fondazione di Letta e Alfano: nuova balena batte vecchio Caimano

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 4 ottobre 2013 13:51 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 13:55

ROMA – I due giovani vecchi Enrico Letta e Angelino Alfano – che sulla fiducia al governo di larghe intese hanno sconfitto il vecchio giovane Silvio Berlusconi – non sono la vecchia Dc che ritorna ma un nuovo trasversalismo che si impone: quello costruito con pazienza dalla fondazione VeDrò.

La nuova balena (bianca) che ha battuto il vecchio Caimano è un network, un pensatoio di “giovani” (categoria che in Italia va dai 29 ai 59 anni) del Pd, del Pdl, che insieme a vip dell’economia, delle professioni, dello sport e dello spettacolo ogni anno a partire dal 2005 si sono riuniti per tre giorni a fine agosto a Dro, sul Lago di Garda.

Nel 2012 avevano partecipato in 800 “veDristi”, pagando anche un po’: 150 euro di iscrizione gli under 30 e 300 euro tutti gli altri.

L’appuntamento con “L’Italia al futuro” è saltato solo nel 2013, perché la fondazione VeDrò era troppo occupata a governare. Spiega Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano:

“Angelino Alfano è il primo nome del network di politici amici, Letta lo ha coltivato quando era soltanto un delfino senza quid, comparsa della politica berlusconiana. Il premier ha aiutato Nunzia De Girolamo a emergere dalla schiera di figure femminili dal curriculum sospetto all’ombra del Cavaliere (e frequentando VeDrò la De Girolamo ha intrecciato la sua vita a quella di Francesco Boccia, oggi potente presidente di commissione Bilancio del Pd). Letta ha portato a palazzo Chigi un metodo, ma anche uno staff: Monica Nardi, per esempio, è responsabile media di VeDrò e oggi è una delle voci della comunicazione del premier […]. Anche Matteo Renzi era uno del giro di VeDrò, ma ha seguito una traiettoria più autonoma e alternativa a quella del lettismo, che non prevede contrapposizione frontali e vittorie nette.

A Dro, vicino Trento, nelle cene a bordo piscina, nei dopocena alcolici negli hotel sul lago, come nei gruppi di lavoro o ascoltando il concerto conclusivo (musica scelta da Letta, molto anni Ottanta, tipo gli Stadio), in tanti si chiedevano: “Ma che ci guadagna Enrico da tutto questo? A cosa gli serve costruire questa rete se poi non la sfrutta?”. L’attuale premier si limitava a un breve discorso l’ultima mattina, quando il grosso degli ospiti se ne era già andato. Mercoledì si è capito che ci guadagnava Letta: il network VeDrò ha retto, più robusto delle appartenenze di partito, nuova base della larghe intese. E non soggetta a voti di sfiducia”.

Alla “robustezza” del think-tank VeDrò, circa un milione di euro di budget, contribuiscono sponsor come Enel, Eni, Edison, Telecom Italia, Vodafone, Sky, Lottomatica, Sisal, Autostrade per l’Italia, Nestlé, Farmindustria, il gruppo Cremonini.

Il giovane vecchio Enrico Letta dà il cinque al giovane vecchio Angelino Alfano dopo la vittoria sul vecchio giovane Silvio Berlusconi (LaPresse)

Il giovane vecchio Enrico Letta dà il cinque al giovane vecchio Angelino Alfano dopo la vittoria sul vecchio giovane Silvio Berlusconi (LaPresse)