Aquarius, vomitevole o grottesco? Salvini aggrava gli errori del Pd

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 13 giugno 2018 14:14 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018 14:14
Aquarius, vomitevole o grottesco? Salvini aggrava gli errori del Pd

Aquarius, vomitevole o grottesco? Salvini aggrava gli errori del Pd

Aquarius. Salvini ha vinto. Salvini ha perso. Al posto di Matteo Salvini, scrive Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, manderei [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] un cesto di frutta al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez Pérez-Castejón, e con mille ringraziamenti. Se il premier spagnolo non lo avesse tratto d’impiccio, decidendo di accogliere i migranti della Aquarius, che cosa avrebbe fatto il nostro governo di bulli? Avrebbe tenuto indefinitamente la nave in mare aperto? Rifornendola con le motovedette della marina? Un romanzo di fantascienza. Un’idiozia.

O avrebbe insistito perché la Germania noleggiasse una nave da Costa crociere e andasse a prendere i migranti per portarli a Amburgo?

E, ancora, se domani con la bella stagione, le navi saranno non una, ma dieci, che cosa farà Salvini? Farà crescere un’umanità che vive a poche miglia dall’Italia, ma sul mare, senza potere mai scendere? Con le motovedette della marina militare italiana che portano tutti i giorni caffè e cappuccino, e magari brioche?

Ma c’è Malta, si dirà. Contro la quale si sono diretti gli strali del nostro Salvini. Questa è la parte più repellente delle tante cose repellenti fatte da Salvini ieri. Malta è poco più di uno scoglio. In proporzione ha già il triplo dei migranti rispetto all’Italia. Poiché è a mezza strada fra noi e la Libia, è ovvio che tutte le navi si trovino, sempre, più vicini a Malta che a noi: mandiamo tutti a Malta, allora? Uno sull’altro? Su uno scoglio?

Di Maio esulta (ma è normale, esulta sempre) perché “decidiamo noi chi entra nei porti italiani”. Salvini idem: “Fare la voce grossa serve”.

Non è vero. Non serve. Il problema migranti si divide in due parti.

1- Ci sono le partenze dalla costa nord africana. Aumenteranno, è inevitabile. Il futuro, il benessere, per chiunque è qui, non là. Il problema, quindi, non si risolve chiudendo i porti (si rischiano crisi umanitarie mondiali, come stava avvenendo con l’Aquarius prima dell’intervento provvidenziale di Sanchez). Il problema si risolve impedendo che i barconi prendano il mare. E questo è un lavoro politico sottile, delicato, roba da servizi di intelligence. Bisogna aver costruito le alleanze giuste in Nord Africa. E, forse, bisogna anche contribuire a creare le condizioni perché ci sia un minimo di interesse per i migranti a fermarsi da quelle parti (lavoro e integrazione invece di campi di concentramento). Tutta roba complessa, come si vede. E che non è sostituibile da una cosa semplice come: chiudiamo i porti, e che si arrangino.

2- Il secondo aspetto riguarda l’Italia. Salvini e i 5 stelle avranno la colpa storica di aver estremizzato un problema che tale non è ancora, se non per colpe nostre. Quando Salvini strepita che in Italia c’è mezzo milione di migranti clandestini, evita di spiegare che si tratta di meno dell’1 per cento della nostra popolazione. Quale invasione? Solo negli incubi dei leghisti (che poi magari nelle valli bergamasche li fanno lavorare in cantina a un euro all’ora), e nella sensibilità delle mie amiche e amici di sinistra.

La verità è che l’Italia sta affondando dal punto di vista demografico. Da qui al 2065 la popolazione di origine italiana diminuirà di quasi 12 milioni di persone, cioè del 20 per cento. Nessuna comunità può reggere una botta del genere. Si sfascia tutto. La società invecchia, non si trovano i soldi per le pensioni, ecc. Questo disastro verrà evitato dall’ingresso di 12 milioni di migranti. In caso contrario, se la politiche di Salvini avessero successo, il Sud sarebbe il primo a spopolarsi e a sparire. Poi verrebbe tutto il  resto. In sostanza, il destino italiano è appunto quello di diventare una società multietnica, con un quarto circa di popolazione non italiana nel giro di mezzo secolo, o anche prima.

Ma allora perché tutto questo allarme? In parte è costruito a arte dai media e dalle forze politiche sovraniste e populiste. Ma in gran parte dipende dal modo idiota di gestire l’immigrazione. Si è scelta la strada più facile: farli arrivare e poi abbandonarli al loro destino, sperando che trovassero il modo di scappare più a Nord. Il risultato è che molti migranti non sono riusciti nell’impresa e vagano per le nostre strade, chiedendo l’elemosina o commettendo reati.

La realtà, è che abbiamo bisogno di immigrati (già oggi non sapremmo come assistere un milione di anziani senza le badanti straniere). Solo che l’immigrazione, come tutti i fenomeni, va gestita, la gente va integrata, istruita.

Insomma, chiudendo i porti non si risolve niente. Anzi, si aggravano i problemi e si rischiano crisi umanitarie. Ma l’alternativa, la gestione intelligente dell’immigrazione, è al di là della possibilità di questo governo di bulli.

Ma torniamo al dilemma: Salvini ha vinto. Salvini ha perso, come sempre. I francesi hanno definito “vomitevole” il suo comportamento nella vicenda Aquarius. E non conta niente che i francesi abbiano le loro colpe: Salvini è stato comunque vomitevole.

E per più di un motivo:

1- Il primo consiste nel fatto che il fenomeno migrazioni era in fase calante. I giornali fiancheggiatori e le simpatiche signore dei social possono dire quello che vogliono, ma i numeri sono numeri e svelano quanto sia stato in questa vicenda vomitevole Salvini: non un segnale per fermare quello che non c’è (l’invasione), ma una mossa elettorale giocata sulla pelle di 629 persone, con il finale grottesco di una gran convoglio di navi italiane che ha accompagnato per una lunga crociera in mare (4 giorni) fino a Valencia i poveri migranti. Non c’era nessun allarme invasione. Ecco i numeri. Più di un milione di migranti, attraverso il Mediteranno, nel 2015, 362 mila nel 2016, 172 mila nel 2017, 35 mila nel 2018 (fino a oggi). Il fenomeno, cioè, era largamente sotto controllo. Bastava proseguire lungo la strada aperta dal precedente ministro, cioè Minniti. Il “colpo” dell’Aquarius, da qualunque parte lo si guardi, non ha alcuna giustificazione: pura operazione di propaganda politica, vomitevole appunto. Se poi Macron non ha tutti i titoli per dare questo giudizio (ma forse no), non ha alcuna importanza. Salvini rimane quello che è: un bullo in campagna elettorale. I migranti non c’entrano nulla. Il rispetto verso l’Italia è una scemenza: nessuno ha mai mancato di rispetto. E comunque, caso mai l’avessimo perso, non è certo un bullo scravattato come Salvini che ce lo restituisce.

2- Questo governo continua a dire che vuole andare in Europa a modificare questo e quello (dall’euro ai trattati istitutivi), ma per ora sta collezionando solo rotture di ogni tipo e con chiunque. Gli unici alleati che ha trovato sono Orban e gli spaventosi membri del gruppo di Visigrad (ex comunisti), i fascisti più fascisti oggi esistenti in Europa, e che non hanno mai accettato un solo migrante. Salvini, cioè, ha trovato i peggiori alleati esistenti in Europa. Gente che andrebbe buttata fuori, loro sì, dall’Europa.

Non è vero, come dice Salvini, che alzare la voce paga. Il vertice europeo non è un’osteria della val Brembana: è un posto in cui si discute, si difendono interessi. Insomma, si fa politica.

Il problema per Salvini è che lui non sa fare altro: tutte le mattine deve mostrare ai suoi elettori di avercelo più lungo di qualunque altro, anche se rappresenta un Paese che vive sulla carità della Bce e dei mercati (che però si fanno pagare bene).

Salvini, insomma, è una specie di bounty killer, che ogni mattina prima di colazione ne deve ammazzare almeno uno, se no si sparge la voce che è diventato un rammollito e sparano a lui.

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