Attentato Isis, sos migranti…fine dell’austerità in Europa

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 21 Novembre 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2015 17:08
Attentato Isis, sos migranti...fine dell'austerità in Europa

Il presidente della Bce Mario Draghi in una foto di archivio Ansa

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto per Uomini & Business questo articolo intitolato “Fine dell’austerità“.

In Europa l’austerità è finita. Non lo dicono, ma è così. Formalmente è ancora in vigore. Me nessuno se ne preoccupa più. A protestare fortemente è rimasta solo la Bundesbank, ma non ottiene udienza, a differenza di quello che avveniva una volta. Le ragioni sono tante e tutte comprensibili e ben motivate.

La Francia, ad esempio, è esentata perché deve affrontare ingenti spese per la sicurezza e deve andare a bombardare l’Isis. La Germania non bombarda nessuno, ma deve far fronte a una massa enorme di immigrati. Spagna, Portogallo e Italia è meglio lasciarle fare e lasciarle spendere soprattutto per ragioni politiche (per frenare i populisti anti-euro). In conclusione, niente più austerità.

Ma allora come sarà l’anno nuovo, visto che è tornata la questione terrorismo?

L’opinione prevalente degli esperti è che il 2016 sarà come il 2015. Non entusiasmante, ma nemmeno catastrofico. L’America andrà avanti per la sua strada e l’Europa si muoverà a passo leggermente più spedito. Niente di eccezionale. La burocrazia di Bruxelles è una specie di palude dentro la quale affoga tutto. In realtà, non conta quasi niente. Inutile aspettarsi decisioni importanti da quella sponda.

Il signore e padrone d’Europa rimane quindi Mario Draghi, il quale continuerà a pompare soldi nel sistema per vedere finalmente un po’ di inflazione e un’economia con più sprint.

I mercati non si sono fatti impressionare. D’altra parte, anche in episodi terroristici molto pesanti del passato nel giro di qualche settimana i  mercati hanno ripreso la loro solita vita, attenti più alle vicende economiche che a quelle politiche.

A questo punto, molto cinicamente, ma davvero molto, si può dire che l’attentato Isis di Parigi è servito a far saltare definitivamente l’austerità in Europa e a una ripresa del dialogo fra America e Russia. Il che fa pensare che altri focolai di tensione (vedi Ucraina) verranno spenti o comunque ridimensionati. Le stesse sanzioni economiche contro la Russia non verranno abolite immediatamente (per ragioni di immagine), ma verranno aggirate con il consenso di tutti (e questo per noi Italia va molto bene).

Verrebbe quasi da dire che dopo il 13 novembre siamo in un mondo migliore. Ma naturalmente non è vero. L’Isis è un serio problema. L’Occidente però, se vuole, può battere il terrorismo. Lo ha già fatto molte volte, con quello interno e con quello esterno. Quello che non può fare (ma forse comincia a capirlo) è ridisegnare il Medio Oriente a propria immagine e somiglianza. Quella parte di mondo, per ragioni storiche e culturali, continuerà a rimanere instabile e pericolosa. Ma non sarà questo a fermare il pianeta e la nostra vita.