Berlusconi, Altra Italia è un accrocchio ma almeno rifiuta la rete. A 80 anni…

di Antonella Del Sordo
Pubblicato il 4 Agosto 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2019 10:46
Berlusconi Altra Italia

Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Berlusconi è l’unico ad aver intuito che Salvini, l’Influencer, non si batte in rete. Mentre i politici della seconda repubblica faticano a staccarsi dalle vecchie logiche di partito e si ostinano a sfidare i nuovi leader su un campo di battaglia dove vincono gli influencer e non i bravi politici, Berlusconi senza salire di nuovo sul predellino lancia “L’altra Italia”. 

“Chiamo a raccolta tutti i soggetti, i singoli cittadini che fanno parte della ‘altra Italia’. Non si tratta di fondare un nuovo partito, ma di creare una federazione fra i soggetti che pensano ad un nuovo centro moderato ma innovativo, alternativo alla sinistra, in prospettiva alleato ma non subordinato alle altre forze del centro-destra”. E’ l’appello lanciato dal Presidente Silvio Berlusconi, secondo cui di “quest’area politica Fi è parte costituente essenziale, ma non intende assumere alcun ruolo egemonico: al contrario, si mette al servizio di un progetto più ampio”

Eccolo, il Berlusconi che tutti conosciamo, quello capace di sparigliare la carte quando ormai i giochi politici sembrano chiusi e l’ascesa di Salvini sembra inarrestabile. 

Eccolo il Berlusconi dalla pancia imprenditoriale che studia il mercato, studia il competitor, progetta  un prodotto nuovo, tradizionale nel contenuto ma innovativo nella forma, da posizionare nell’unico spazio, il centro, rimasto orfano di leader. 

Eccolo il Berlusconi che non abbandona mai il campo di battaglia, tutt’al più, quando capisce di non poter più competere, lo cambia e cambia le armi. 

Prima di tutto abbandona la rete. Perché anche per lui, il “genio della comunicazione” , quel campo è minato e non porta risultati. 

Poi a sorpresa tira fuori il coniglio dal cilindro “L’Altra Italia” : un prodotto nuovo che non può e non vuole essere un partito nuovo (perché il mercato è saturo)  ma neanche lo stesso partito con un nome diverso perché Berlusconi, a dispetto di tanti che hanno cambiato nomi ai partiti oltre ad aver cambiato addirittura più partiti, lui è unico ad aver dimostrato di essere davvero fedele a se stesso e alla sua Forza Italia.

Eccola L’Altra Italia: una federazione di centro dove tutti sono ammessi. Un soggetto che, avendo come primo affiliato FI,  rimarrà a forte vocazione di destra ma, ponendosi come alternativa alla sinistra, strizza  l’occhiolino a tutti i ‘piddini’ delusi . 

In sintesi un accrocchio. Ma almeno un  tentativo di cambiare lo status quo e contrastare la politica gialloverde. Un tentativo forse. Ma almeno un tentativo. 

Bisogna riconoscere che Silvio Berlusconi è l’unico ottantenne con la voglia di combattere – e di reinventarsi – di un ventenne. Sfido chiunque alla sua età e con il suo denaro a scegliere di rimanere sul campo invece che starsene a veleggiare in giro per il mondo o spiaggiato sotto una palma al sole. 

Di sicuro è l’unico, fra i politici che hanno gestito il potere negli ultimi 30 anni, che ha smesso di scimmiottare in rete appena ha capito di non poter competere con i nativi digitali e intuito che  le doti  di influencer di Salvini non si possono comprare  perché sono doti innate, come  la leadership è una dote innata per il leader.  

E mentre gli altri suoi colleghi  rimangono a fare i follower in rete, lui, Silvio Berlusconi, con “L’Altra Italia”, ha dimostrato ancora una volta di avere la stoffa del leader e di non aver paura di cambiare pelle anche a costo di scarificare qualcuno dei suoi come è successo in passato con Fini poi con Alfano e oggi con Toti.