Berlusconi rock: Mediaset salva, riabilitazione in vista? E Mattarella…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 10 maggio 2018 10:16 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2018 10:17
Berlusconi rock: Mediaset salva, riabilitazione in vista? E Mattarella...

Berlusconi rock: Mediaset salva, riabilitazione in vista? E Mattarella…

Berlusconi e Mattarella sono rock, sentenzia Giuseppe Turani, parafrasando Adriano Celentano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] . In questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, Turani spiega perché.

Silvio Berlusconi. alla fine, a 82 anni, è riuscito a strappare ai due ragazzotti tutto quello che voleva: il riconoscimento che loro faranno un governo perché lui ha detto sì e la scomparsa dal programma della minacciata legge sul conflitto di interessi. In più, sottobanco, altri doni: nomine, enti, Rai, intangibilità dell’impero Mediaset, Vivendi fuori dai piedi, e così via.

Insomma, loro faranno il governo, lui incasserà i dividendi. Aspetterà che si rompano la testa con i loro  stupidi programmi, e poi, magari a 90 anni, si prenderà la rivincita.

E i due, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, Bibi e Bibò, che cosa faranno? Quasi niente. Prenderanno i loro rispettivi programmi e li riscriveranno in versione minimal: il reddito di cittadinanza si trasformerà in un sostegno alla povertà (che già c’è), le imposte verranno un po’ limate (compatibilmente con i limiti del bilancio pubblico), e così via. Qualche immigrato clandestino verrà rispedito a casa (al costo di 5 mila  euro a testa), ma pochi: giusto per far vedere che la Lega non scherza. Insomma, più che altro staranno attenti ai titoli dei telegiornali.

Cercheranno di farsi autorizzare da Bruxelles a fare un  altro po’ di debiti, ma otterranno poco, anche perché verrà loro spiegato che i mercati non apprezzerebbero.

Non ci sarà nessun governo del cambiamento profondo. Questo sarà un governino nella più pura tradizione Dc di altri tempi, solo con gente molto più scadente. Navigherà sotto costa, ben attento agli scogli.

E con un problema che dalle parti del Cavaliere si comincia già a porre. Berlusconi è il soggetto che ha consentito la nascita di questo governo. Se avesse insistito sul “no”, non sarebbe mai nato. Ma Berlusconi, a causa delle sentenze che lo riguardano, è fuori dalla politica: non vota e non può essere eletto. Ma, visto che ha giocato un ruolo di primo piano, decisivo, non sarebbe ora di tirare un colpo di spugna sul suo passato e di riammetterlo a pieno titolo nella politica italiana, dove già gioca da centravanti?

La questione verrà fuori. E’ inevitabile. Vuoi vedere che il governo del cambiamento, della grande rivoluzione dell’honestà, si concluderà con la riabilitazione completa di Berlusconi, fino a due giorni fa il “male assoluto”? Oggi già un po’ padre benevolo della patria.

Perché Sergio Mattarella è rock  Per 65 giorni è stato seduto sulla sua poltrona a ascoltare tutti quegli stracciaculi che andavano da lui raccontandogli sempre le stesse storie inconsistenti, il contratto alla tedesca, Berlusconi il male assoluto, io devo fare il premier perché lo ha deciso il popolo, il dialogo 5 stelle-Pd è partito, se non ci fanno fare il governo il popolo farà altro…

Dopo 65 giorni nei quali ha fatto la parte del notaio un po’ annoiato, ma educatissimo, davanti ai parenti che litigano per l’eredità, il colpo del grande maestro di scacchi: oggi alle 17 nomino il nuovo governo, il “mio” governo. Mio il presidente, miei i ministri. Non gli darete l fiducia? Non importa, in base alla Costituzione rimane in carica comunque fino allo scioglimento delle Camere, e quello lo decido io, non voi. Poker d’assi.

Paura e corsa ai ripari. La figuraccia nazionale e internazionale sarebbe scattata alle 17, quando il presidente avrebbe sancito in modo evidente, nominando un governo, che il 70 per cento dei voti ai populisti era stato solo uno scherzo di cattivo gusto.

In poche ore tutte le pregiudiziali sono cadute. E i lavori per costruire il governo dei populisti sono partiti.

A Berlusconi è stato tolto, da parte di Di Maio, l’etichetta di “male assoluto”, anzi è una brava persona. Lo stesso Berlusconi ha dato l’ok finale all’operazione, consentendo che il governo si faccia: astensione benevola, astensione critica, o qualcosa del genere.

In  realtà il Cavaliere considera i 5 stelle un po’ meno di niente (l’87 per cento di loro non ha mai presentato una denuncia dei redditi, buoni per pulire i cessi a Mediaset), ma ha capito che sarebbe stato più saggio mandarli a governare che lasciarli a berciare contro un governo del presidente.

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