Borghi e Bagnai: a due ammazza euro le redini parlamentari di Bilancio e Finanze

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 giugno 2018 9:57 | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018 9:57
Borghi e Bagnai: a due ammazza euro le redini parlamentari di Bilancio e Finanze

Borghi e Bagnai: a due ammazza euro le redini parlamentari di Bilancio e Finanze

ROMA – Borghi e Bagnai che non sono, come assonanza congiunta indurrebbe a pensare, due famiglie patrizie dell’Italia centrale nell’età degli splendori delle città Stato. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Borghi e Bagnai sono invece i cognomi di due ammazza euro dei tempi nostri. Ammazza euro di lunga e consolidata data, ammazza euro leghisti. Ammazza euro eletti in Parlamento. Non solo eletti, di più.

Claudio Borghi è il nuovo presidente della Commissione Bilancio della Camera. E Alberto Bagnai è il nuovo presidente della Commissione Finanze del Senato. Insomma avranno d’ora in poi nelle loro mani le redini parlamentari della politica economica. I presidenti delle Commissioni parlamentari infatti non sono detentori di un titolo onorifico: stabilendo come, cosa e quando va in discussione determinano non poco le possibilità di cosa, come e quando diventa o non diventa legge.

Rcco quindi che l’attentissimo Luigi Di Maio, quello che ancora ieri ha detto che punta a pagare il reddito di cittadinanza agli italiani con i soldi della Ue, è stato così attento da lasciare le redini parlamentari di Bilancio e Finanze a due leghisti che alla Ue faranno tutti i dispetti possibili. E non è una previsione, è un fatto.

Infatti appena poche ore dopo la nomina Claudio Borghi ha detto pari pari: “L’uscita dall’euro non è nel contratto di governo ma sarebbe una cosa positiva”. E Bagnai fa sapere che per luglio, qui e subito, si aspetta o almeno vorrebbe moratorie sui debiti, moratorie varie. Sai che gioia in Europa e tranquillità in Europa nell’apprendere che in Itali c’è un ministro, Tria, che dice euro irreversibile e una maggioranza parlamentare guidata da un presidente di Commissione che dice: anche no!

I due, Borghi e Bagnai, fanno anche sapere che insegneranno il mestiere ai mercati, mercati che non sanno fare il loro mestiere a giudizio Borghi-Bagnai. E che, ovviamente, sapessero farlo il loro mestiere, i mercati comprerebbero debito italiano. Invece quei cretini di mercati, chissà perché, non comprano e vendono debito italiano. Non si fidano i mercati e lo spread si butta…a sinistra. magari quei cretini dei mercati si fanno venire il dubbio, solo il dubbio che “uscire dall’euro è positivo” è frasetta gemella del pensiero di ripagare il debito italiano non in euro, che cretini!

Un ministro che giura che l’Italia a uscire dall’euro non ci pensa nemmeno e una maggioranza parlamentare che elegge presidenti di Commissione Bilancio e Finanze due ammazza euro dichiarati e militanti. Gira molta ipocrisia in Europa , ipocrisia tra Stati e governi. Prima tra tutte l’ipocrisia di negare come i migranti nessuno ne voglia più e quindi l’ipocrisia di parlare di accoglienza quando tutti blindano in un modo o nell’altro frontiere. Poi, buona seconda ma mica piccola, l’ipocrisia di fare atto pubblico di omaggio all’euro sognando e lavorando di sbaraccarlo. Borghi e Bagnai, poi dice lo spread…

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