Borse, Bce, crisi… La luna e i mercati

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 4 Dicembre 2015 11:39 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2015 11:39
Borse, Bce, crisi... La luna e i mercati

Borse, Bce, crisi… La luna e i mercati

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “La luna e i mercati” anche per il sito Uomini & Business:

Ieri i mercati finanziari hanno dato un’altra prova di essere soggetti nevrotici, con la vista molto corta e anche un po’masochisti. Era in programma la riunione mensile della Bce, con le annesse decisioni in materia di tassi e di espansione monetaria. Nei giorni precedenti gli operatori, come bambini golosi, avevano coltivato aspettative meravigliose. Avevano sognato la luna. Quando Mario Draghi ha comunicato quello che era stato deciso, sono rimasti delusi e hanno affossato tutti i listini. Non hanno capito che a essere sbagliate erano le loro aspettative e che Draghi aveva fatto, come al solito, un piccolo capolavoro, navigando fra diversi scogli.

I mercati si aspettavano un ribasso più deciso dei tassi e una maggior espansione monetaria. Non hanno capito che Draghi, visti i tempi, ha preferito essere prudente, e per molte ragioni.

1- Tenendo conto delle incertezze sul piano internazionale la Bce ha preferito non spingere a fondo il ribasso dei tassi e l’espansione monetaria per tenersi qualcosa di riserva, nel caso in cui le cose andassero male e ce ne fosse bisogno.

2- Poi la Bce ha cercato di preservare l’attuale scenario economico. Oggi abbiamo America e Europa in buona ripresa. Spingere l’espansione fino a portare l’euro a 1 a 1 contro il dollaro (come i mercati volevano) avrebbe comportato un rallentamento della ripresa americana e un aumento di quella europea. Cosa giudicata da Draghi non opportuna, visto che gli Americani,  fra una decina di giorni dovranno anche dire addio ai tassi zero, una politica che dura da sette anni. Meglio, questo è stato il ragionamento, non gettare ulteriore scompiglio, mettendo sulle spalle americane anche un forte rafforzamento del dollaro. D’altra parte, una ripresa americana solida e robusta fa bene a tutto il mondo. Perché  andarle contro?

3- L’Europa non è l’America e i suoi equilibri interni sono molto più delicati e complessi. Una Bce più espansiva avrebbe provocato certamente una forte irritazione nei settori tedeschi più conservatori, indebolendo la posizione della signora Merkel, che è il leader migliore che gli europei possano immaginare.

Insomma, Draghi ha operato con la vista lunga. I mercati invece hanno costruito una trappola con le loro mani (le aspettative eccessive) e poi ci sono caduti dentro.