Brexit, elezioni anticipate. Cosa dicono i sondaggi? Analisi di Giampaolo Scacchi

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 31 Ottobre 2019 6:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2019 21:09
Brexit, analisi sulle elezioni anticipate

Foto archivio ANSA

ROMA – Brexit, elezioni anticipate. Cosa dicono i sondaggi? Boris Johnson si sta avviando verso la campagna elettorale, il voto è per il 12 dicembre. Johnson  ha un vantaggio medio di 10 punti sul partito Laburista di Jeremy Corbyn: è quanto emerge dai dati dei sondaggi d’opinione di alcune aziende britanniche specializzate, riferisce Giampaolo Scacchi

Questi i dati: i Conservatori sarebbero al 35%, i Laburisti al 25% e i LibDem al 18%. Le cifre, basate su sondaggi condotti da 14 aziende e realizzati da Britain Election e FT, daranno un’ulteriore spinta a Johnson mentre si avvia verso le elezioni di dicembre, le prime come leader e Primo Ministro Tory. C’è da dire che gli umori degli elettori britannici sono molto mutevoli.

Solo pochi mesi fa, a metà del 2019, le intenzioni di voto a favore dei Conservatori erano scese a poco sopra il 20 per cento, proprio come il partito pro Brexit di Farage. Ora Johnson sembra avere recuperato i consensi in quel bacino, mentre i movimento di Farage è sceso all’11%. I Laburisti, forse a causa della loro ambiguità, hanno perso metà dei consensi che avevano a inizio anno. I Lib-Dem li hanno raddoppiati. Essendo il voto britannico basato sul sistema maggioritario, l’individuazione di una rappresentanza parlamentare non è ovviamente automatica e il gioco, seggio per seggio, è più complesso che da noi.

Un’altra analisi indica inoltre che si sta avviando verso una maggioranza a due cifre, relativamente al numero dei parlamentari, a meno che non ci sia un’impennata del voto tattico. In alcuni recenti sondaggi, il partito conservatore è stato in vantaggio fino al 16% ma un’analisi più ampia potrebbe indicare una tendenza più stabile nel lungo termine.

Il leader dei LibDem Jo Swinson ha adottato una linea dura a favore del Remain nella speranza di sottrarre voti e seggi a Corbyn, il cui partito cerca di appellarsi a entrambe le parti. Boris Johnson si sta preparando a una “dura” battaglia elettorale sapendo che per compensare le perdite registrate nei Remain in Scozia e nel South, ha bisogno di conquistare 50 seggi laburisti.

Johnson cercherà di riunire le sue “truppe” per il confronto pre-natalizio attaccando Jeremy Corbyn. Sarà uno scontro feroce in cui l’obiettivo saranno gli elettori maschi anziani, bianchi e non laureati che vivono nel nord dell’Inghilterra. Secondo un’altra analisi, il Primo Ministro è sulla buona strada per ottenere la maggioranza dei Comuni a meno che gli elettori Remain non lavorino tatticamente per bloccare una vittoria dei Tory e garantire una leadership a sostegno dell’UE.

Da uno studio condotto dalla Best for Britain è emerso che se non avesse  luogo il voto tattico i conservatori raggiungerebbero la maggioranza di 44 ma l’elettorato anti-Brexit probabilmente la farebbe naufragare. La ricerca della campagna anti-Brexit svolta tra settembre e ottobre, si basava sull’analisi, sede per sede, di 46.000 persone ed è stata pubblicata mercoledì scorso, in vista dell’approvazione delle elezioni al 12 dicembre da parte della Camera dei Lord. Se il 40% degli elettori pro-Remain votasse in modo tattico, potrebbe riportare  una maggioranza di 36 seggi, che rispecchierebbe la loro opinione sulla Brexit.