Capitan Famiglia, uomo in crisi e traditore

di Lucio Fero
Pubblicato il 2 Aprile 2021 9:31 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2021 15:13
Capitan Famiglia, uomo in crisi e traditore

Capitan Famiglia, uomo in crisi e traditore (Foto Ansa)

Capitan Famiglia. Con un certo orgoglio, dolente ma prominente orgoglio, la famiglia del capitano italiano spia pagato dai russi rivendica e mostra la fedeltà, già quasi dicono il sacrificio, del marito papà alla causa e alla cassa di casa. Spia pagato dai russi si può dire, l’ha riconosciuto lui stesso nelle dichiarazioni spontanee al magistrato (accompagnato dal rifiuto a rispondere a domande).

Ha detto il capitano di non aver mai messo in pericolo l’Italia perché vendeva ai russi robetta. Da quello che c’era nell’ultima chiavetta passata ai russi risulta il contrario: quasi 200 documenti e una decina capaci davvero di arrecare danno all’Italia e alla Nato se passati alla Russia. Cosa vendesse e abbia venduto il capitano si vedrà, di certo vendeva e lo faceva per soldi.

Capitan Famiglia: per la causa e per la cassa di casa

Capitan Famiglia incarna come meglio non si può, insieme alla sua famiglia, l’intuizione che fu di Flaiano: una bandiera nazionale, un tricolore con dentro stampigliata l’iscrizione Tengo Famiglia. Il mutuo, i figli di cui uno malato, lo stipendio che non arriva a fine mese…la famiglia comprende, giustifica, non solo difende ma quasi elogia Capitan Famiglia che lo faceva per loro.

E fanno venir voglia, meschina, di far loro i conti in tasca visto che clamorosamente piangono miseria. Un’abitazione che è più una villa che una casa, ha la piscina ma è fuori Roma, quattro i cani, quattro i figli di cui una malata e uno stipendio di circa tremila euro. La famiglia di Capitan Famiglia piange miseria, miseria a giustificazione della ricerca di un secondo stipendio pagato dai russi e  miseria ad attenuante di aver venduto la patria, sì la patria è la parola giusta da usare nel caso. A prima vista non pare gran miseria quella della famiglia, ma sarebbe miserabile lasciarsi trascinare in questo conto.

Una contabilità miserabile e improponibile

Miserabile e improponibile è la contabilità che il tengo famiglia e la famiglia stessa del capitano vogliono sia redatta. Mutuo e corruzione, stipendio e tradimento, debiti e spionaggio a favore di uno Stato straniero non sono colonne allineabili a formare un dare e un avere. Miserabile è opporre un mutuo da pagare a sostegno e spiegazione di tradimento e corruzione. E improponibile è accettare una qualche conseguente contabilità del grado di colpevolezza nel tradimento e nella corruzione.

I problemi economici di Capitan Famiglia, a prima vista non diversi e probabilmente minori di quelli di milioni di altre famiglie, non sono attenuanti o spiegazioni. In una società che ha rispetto per se stessa dovrebbero essere aggravanti, rubare e tradire per la cassa di famiglia dovrebbe essere non qualcosa di mostrato come circonfuso di un’aura di una qualche onorabilità ma come futili motivi che aggravano il comportamento delittuoso. Tradire lo Stato per la famiglia era in altre culture, ad esempio l’antica Roma che pose le basi del diritto, doppiamente grave e punibile. Oltre che spregevole.

Capitan Famiglia: uomo in crisi e traditore

Qualcuno ha titolato: uomo in crisi o traditore? Come se l’una condizione escludesse l’altra. Come se l’essere in crisi economica assolvesse dall’essere traditore, come se traditori davvero si potesse essere solo se i soldi della corruzione non andassero alla famiglia. Sotto questo titolo c’è l’idea immorale secondo la quale se il capitano spia i soldi che gli davano i russi se li fosse spesi al gioco o con donne e motori allora sarebbe stato reato e peccato pieni. Se invece spesi per la famiglia…

E invece no, proprio no: Capitan Famiglia ci appare come uomo in crisi e traditore, non c’è opposizione tra i due termini, non c’è crisi che funzioni da sbianchetto del tradimento. E, sempre per restare all’antica Roma (ma non solo): quando un pubblico ufficiale si faceva corrompere e tradiva per la cassa di casa la famiglia celava il più possibile la destinazione dei soldi così ottenuti. La celava per civile vergogna, ora invece la si ostenta con familiare orgoglio. Ci manca solo qualche titolo a reggere il gioco.