Coronavirus, bugie cinesi, scemenze italiane: i pipistrelli di Wuhan sono indonesiani

di Carlo Luna
Pubblicato il 24 Aprile 2020 16:12 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2020 16:12
Coronavirus, bugie cinesi, scemenze italiane: i pipistrelli di Wuhan sono indonesiani

Coronavirus, bugie cinesi, scemenze italiane: i pipistrelli di Wuhan sono indonesiani (Foto Ansa)

I buchi neri non sono soltanto nel cielo stellato, contemplati e studiati dagli astrofisici,  ma anche nel nostro rissoso pianeta Terra.

Nella drammatica situazione che stiamo vivendo, li troviamo nel deplorevole comportamento dei governi cinese e, ahimè, italiano.

Sono i più gravi visto che hanno contribuito a provocare, finora, oltre 190mila vittime. 

La verità, infatti, è stata resa nota con colpevole e irreparabile ritardo.

La Cina ha nascosto il divampare del Corona virus a Wuhan, causato, speriamo da un errore umano (mi rifiuto di pensare a una causa diversa).

Ha diffuso anche una clamorosa fake news sull’origine dell’epidemia, mettendo sotto accusa i pipistrelli venduti nel mercato della città cinese.

E’ stata smascherata.

I pipistrelli non sono in vendita nel mercato di Wuhan, il video che accompagnava la bufala pechinese viene dall’Indonesia e risale a qualche anno fa.

Mostra i pipistrelli in vendita in un mercato all’aperto mentre quello di Wuhan è al chiuso. Dunque  governanti cinesi falsari e pasticcioni!

E veniamo al nostro bel Paese (ma anche sfortunato in questa triste circostanza).

Il 12 febbraio il Governo Conte riceve uno studio commissionato dal Ministero della Salute che preannuncia il pericolo di Pandemia.

Non si prendono provvedimenti.

Anzi il 15 febbraio vengono spedite, per via aerea, 18 tonnellate di materiale sanitario per aiutare la Cina.

Il 27 febbraio Zingaretti va a Milano ed è contagiato.

I sindaci di Milano, Sala, e di Bergamo, Gori, lanciano sul web l’hasthag che annuncia che le due città lombarde non si fermano.

“Aprite aprite” proclama intanto sui social Matteo Salvini.

In decisa controtendenza il Governatore delle Marche, Ceriscioli, decreta la chiusura di scuole, università e musei.

Ma è stoppato dal Governo che ricorre al Tar.

Il “buco nero” italiano dura fino al 7 di marzo quando finalmente la Consip è incaricata di acquistare respiratori e materiale sanitario: dura 24 giorni.

Il tempo perduto provoca il disastro nella zona rossa che si crea fra Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Questi i fatti.

Siamo ancora in piena emergenza, e in attesa di uscirne prima possibile, rinviamo una valutazione sulla mediocre classe politica di cui disponiamo.

Lo stesso dicasi per la strampalata proposta di far smettere di lavorare a 60 anni e di bloccare a casa chi ne ha compiuti 75.

Gian Antonio Stella sul Corriere l’ha messo in evidenza egregiamente.

Superate le fasi che la pandemia ci imporrà, sarà necessaria e indispensabile la valutazione di cui sopra, per individuare le responsabilità e per trarne le conseguenze.

Ci vorrà una “Fase della verità”, che colmi il buco nero provocato dall’inadeguatezza di quanti guidano il nostro Paese.