Coronavirus. E dopo? ‘Ndo vai se la classe politica non ce l’hai?

di Carlo Luna
Pubblicato il 10 Aprile 2020 9:52 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 9:52
Coronavirus Italia. E dopo? 'Ndo vai se la classe politica non ce l'hai?

Coronavirus. E dopo? ‘Ndo vai se la classe politica non ce l’hai? (Nella foto d’archivio Ansa, Giuseppe Conte)

ROMA – Il Coronavirus non ha solo avuto tragiche conseguenze per oltre 18mila italiani che fino ad ora hanno perduto la vita. 

Non solo ha sconvolto l’economia nazionale ed europea. 

Pesa e peserà parecchio sulla politica

Sotto quest’ultimo aspetto ha già prodotto mutamenti significativi.  

Altri ne seguiranno. 

Alla vigilia della pandemia la destra ripeteva quotidianamente la richiesta di elezioni anticipate. 

Il leader leghista e Fratelli d’Italia volevano passare all’incasso dei consensi crescenti che  venivano loro attribuiti dai sondaggi. 

Più cauta e marginale la posizione di Berlusconi che, sempre nei sondaggi, scendeva costantemente ed era preceduto da Salvini e Meloni. 

I due attendevano il test delle elezioni regionali per l’assalto finale. 

Di elezioni politiche anticipate adesso, non se ne parla più. 

Le elezioni regionali sono state doverosamente rinviate. 

Si dovrebbero tenere fra il 15 ottobre e il 15 dicembre prossimo. 

Il clima è cambiato e della vittoria schiacciante della destra si comincia a dubitare. 

Senza contare che sarebbe ridotto al minimo il tempo necessario per non violare il semestre bianco.

Sono gli ultimi 6 mesi del settennato di Mattarella, durante i quali la Costituzione sancisce che il Capo dello Stato non può sciogliere il Parlamento. 

Questa scadenza arriverà alla fine di luglio 2021.

Per Giuseppe Conte il divampare della pandemia ha rappresentato una sorta di assicurazione sulla vita. 

Non si poteva mettere in crisi un Governo impegnato contro un avversario sconosciuto e terribile, capace di provocare tanti lutti e di mettere in drammatica difficoltà il sistema sanitario. 

Il Paese ha risposto molto bene.

Ha ritrovato motivi di partecipazione e unità, si è esaltato per il comportamento eroico di medici, infermieri e personale sanitario.

Ha apprezzato il grande impegno delle forze dell’ordine e di quanti hanno continuato a esporsi al pericolo per assicurare l’approvvigionamento dei beni di consumo indispensabili.

Dall’entusiasmo e dall’abnegazione di questi giorni potrebbe perfino scaturire, come ho già scritto, un cambiamento politico profondo.

Questa al momento sembra essere la conclusione più difficile.  

Sembra esserlo meno la restaurazione di un sistema che ha mostrato tutti i suoi limiti economici e soprattutto morali. 

In ogni caso la pandemia ha messo sul tappeto due soluzioni molto distanti fra loro; ed è un fatto veramente positivo.

Ne deriva che per intraprendere una strada diversa e nuova rispetto al passato, è necessaria una nuova e diversa classe politica.

Questo è il problema!