Dpcm, l’arma segreta di “Giuseppi” per governare solo pensando al Quirinale

di Carlo Luna
Pubblicato il 16 Novembre 2020 12:09 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2020 12:09
Coronavirus, Conte: "A Natale niente feste anche se contagio cala"

Coronavirus, Conte: “A Natale niente feste anche se contagio cala” (foto Ansa)

Dpcm.È segreta per modo di dire l’arma che sta usando il nostro instancabile Primo Ministro Giuseppe Conte, per conquistare la pole position nella “Corsa al Quirinale”.

Dpcm. l’arma segreta.Ecco a voi il Gran Premio della politica. Che si svolge lungo un arduo percorso parlamentare e dura, salvo imprevisti, ben sette anni. Questa volta la competizione si presentava incerta, perfino noiosa, chiusa, quasi rannicchiata all’interno del Palazzo. Con l’arrivo e il divampare della Pandemia, tutto è profondamente cambiato e sta cambiando per tutti. A partire dalle condizioni di vita e delle speranze per il futuro.

Nessuno è ancora in grado di prevedere se quando, e come questo processo proseguirà o si fermerà. Se saremo diventati migliori e amici in quel momento. Ascoltando Mario Ferretti che attraverso la radio ci portava in casa le grandi imprese di Coppi sulle montagne del Giro d’Italia e del Tour de France. Con la sua celebre frase “Un uomo solo al Comando”… Giuseppe Conte non suscita entusiasmi di sorta ma ha utilizzato, con abile tempestività, l’occasione che la sorte gli ha offerto. Bisogna dargliene atto

Dopo la bocciatura dell’amico Trump, Giuseppe, capita l’antifona, ha imbracciato il fucile che nel suo caso si chiama DPCM, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. È uno strumento previsto dalla Costituzione assolutamente legittimo. Ma delicato perché per essere valido e imporre agli italiani rinunce, comportamenti e divieti non ha bisogno della controfirma del Capo dello Stato. E non deve ottenere il voto favorevole del Parlamento entro 60 giorni.

La durata del DPCM è quella indicata nel testo del provvedimento. In tempi di Pandemia, come quelli che attraversiamo, offre uno spazio esclusivo, un palcoscenico perenne al Capo del Governo.

L’ imposizione di nuove regole e i divieti imposti dai DPCM dell’attuale presidente del Consiglio hanno avuto il sostegno di un capillare programma di anticipazioni sui media. Una massa di dati ha intasato le trasmissioni televisive del mattino e del pomeriggio. Che hanno cambiato volto e messo in prima fila il Virus. Lo Smart Working, il lavoro a domicilio ha completato l’opera e una ragguardevole quantità di italiani si è barricata in casa davanti alla TV.

Conduttrici e conduttori sollecitano quotidianamente i loro consueti ospiti. In imbarazzo perché chiamati ad esprimersi sulle decisioni del Governo. Anche se di solito venivano convocati per parlare di moda, sport, agricoltura o turismo. Assolutamente indispensabile la partecipazione al rito quotidiano di uno o più più virologi. Ormai autentiche star della TV. È piuttosto facile riconoscerli perché alzano la voce e non vanno mai d’accordo fra di loro. Chissà se imperverseranno anche a San Remo…

Il finale col botto è un autentico appuntamento con la Storia (quella con la S maiuscola ). Si svolge a Palazzo Chigi dove “le luci dietro le finestre restano sempre accese”. E provocano commossi ricordi di qualche nostalgico. Arriva finalmente un Giuseppe Conte trafelato, patriottico ma soddisfatto. E si concede alle reti televisive pubbliche e private per un’ alluvionale conferenza stampa a distanza di sicurezza. Per evitare rischi di “assembramento”.

Ovviamente obbligatoria la mascherina, diventata l’accessorio più diffuso. Se ne producono milioni e costituiscono uno strumento pubblicitario a buon mercato. Le mascherine identificano l’entità e la consistenza delle diverse tifoserie. La più numerosa è quella composta da coloro che rispettano con tranquillità gli ordini e le regole senza fare tante storie.

Sullo stesso versante stazionano singoli e gruppi con tendenze maniacali, ultrà che non solo indossano la loro brava mascherina anche per andare a letto, ma prendono di petto i trasgressori. Li ammoniscono e vorrebbero sostituirsi alle forze dell’ordine per appioppare loro le salate multe previste dal DCPM .

Gli anti mascherina sono per lo più piccoli commercianti, artigiani, gestori di cinema, teatri impianti sportivi, partite IVA fortemente danneggiati . Ci tengono a far sapere che non hanno nulla a che fare con i violenti, gente che ha come obiettivo le vetrine dei negozi e gli scontri con la polizia. Mi sono sembrati convincenti, Hanno ammesso, tuttavia di aver coniato un soprannome beffardo per gli irriducibili amanti del popolare strumento per coprire il viso. Li chiamano “Mascheronzi”…..