Pd, nuovo ruolo nell’Italia di Salvini

di Carlo Luna
Pubblicato il 27 maggio 2019 12:35 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2019 12:35
Europee 2019. Pd, nuovo ruolo nell’Italia di Salvini

Pd, nuovo ruolo nell’Italia di Salvini (nella foto Ansa, Salvini, Zingaretti e Di Maio)

C’è poco da rallegrarsi. Salvini ha stravinto e questo non può che preoccupare quanti credono nella democrazia parlamentare. I due partiti che formano l’attuale coalizione di governo sono profondamente diversi e lo si è visto con gli insulti che si sono scambiati in campagna elettorale. Ci sarà una resa dei conti ma il ruolo di regista spetterà senza dubbio al leader della Lega. Sarà lui a scegliere gli argomenti, i tempi e i modi.

Per Di Maio e per Conte una bruciante sconfitta e pochi margini di manovra. Il clamoroso crollo dei 5 Stelle, che hanno perso 5 milioni di voti, ha per la gran parte favorito la Lega che, rispetto alle elezioni politiche del 2018 passa dal 17,4 al 34,3. In misura minore la perdita dei grillini è stata assorbita dal PD che dal 18,8 arriva al 22,6 per cento.

C’è un nuovo quadro politico tutto da decifrare. Il PD è secondo partito. Il vincitore può decidere di sostenere ancora il governo Conte, proseguendo nella demolizione dei 5 Stelle, ma potrebbe anche optare di passare all’incasso, con le elezioni anticipate. Se fossero confermate le percentuali di voto delle europee, Salvini potrebbe realizzare un governo Lega- Fratelli d’Italia conquistando il premio di maggioranza che la legge attuale concede alla coalizione che arriva al 40 per cento, e non avrebbe bisogno dei voti di Berlusconi che dal 14 per cento raggiunto nel 2018 è sceso all’8,7.

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Anche per il Cavaliere le cose non sono andate bene. Il populismo della Lega non coincide con quello dei 5 Stelle. Di Maio e Casaleggio inseguono un progetto velleitario, con un Parlamento inutile perché i suoi componenti sarebbero obbligati a rispettare il vincolo di mandato, e con referendum mensili senza quorum. Una parodia di sapore vagamente nazista.

Il populismo di Salvini vola più basso ma allo stato dei fatti è assai efficace. Non è una parodia del fascismo ma qualcosa che gli somiglia. Punti di forza il “prima gli italiani”, la chiusura nei confronti dell’immigrazione, le polemiche continue contro l’Europa, l’uso spregiudicato della religione che investe persino la figura di Papa Francesco.

Il PD ha visto rientrare una parte dei voti perduti e può recitare un ruolo da protagonista unificando le forze di centrosinistra su un progetto di società diverso da quello che finora è stato costruito, con l’ossessione della crescita economica perenne e la scarsa considerazione – al di là delle dichiarazioni di inutile ossequio– dei problemi dell’ambiente. Non è un compito facile ma mi sembra l’unico possibile.