Genova, il viadotto e la politica

di Carlo luna
Pubblicato il 18 agosto 2018 6:46 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2018 19:52
Genova, il viadotto e la politica (foto Ansa)

Genova, il viadotto e la politica (foto Ansa)

GENOVA – Spetta alla Magistratura  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] accertare le responsabilità penali. Per individuarle e tradurle in un procedimento giudiziario, ci vorrà del tempo. Speriamo che sia il più breve possibile. Non sono pertanto accettabili oggi sentenze sommarie. Invece è proprio quello che sta accadendo. Tutti contro tutti in un carosello indecente di accuse e controaccuse.

Mi rifiuto di seguire questa strada e penso di porre per il momento solo una domanda di carattere politico: Come mai nel programma del Governo 5Stelle-Lega alla sicurezza stradale e delle infrastrutture sono dedicate solo poche generiche righe? Lo avevano chiamato, forse con un eccesso di presunzione, ”Governo del Cambiamento”, per indicare una grande e positiva novità. C’era anche un contratto firmato davanti a un notaio (non si sa mai…). Andate a rileggerlo adesso, dopo la tragedia del viadotto Morandi.

La sicurezza stradale la troviamo a pagina 45, mentre “Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni” sono alla 48. Al primo tema sono dedicate le seguenti affermazioni: ” È necessario l’aumento delle risorse per il piano nazionale di sicurezza stradale, nonché la verifica dell’efficacia degli interventi attraverso le Regioni”. Tutto qui.

Su Trasporti, Infrastrutture e Telecomunicazioni il contratto di governo afferma: ”In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi. È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione – vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna. Il contributo concesso, che dovrà essere attentamente aggiornato sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di ricarica. Risulta necessario introdurre o sperimentare altre azioni di accompagnamento, quali ad esempio meccanismi premiali per l’incentivazione dei mezzi a bassissime emissioni, applicando la regola comunitaria del “chi inquina paga”.

Il contratto di Governo ignora il tema delle condizioni di sicurezza di strade, autostrade, ponti e viadotti, malgrado le ricorrenti denunce di molti esperti. Sarebbero almeno 10 mila i ponti che rischiano di crollare. Primo della lista era quello del Polcevera. Non voglio dare la croce addosso su questo tema scottante al Governo gialloverde, ma oggettivamente credo sia lecito affermare che ha sottovalutato un argomento di drammatico interesse. Voglio sperare che i due firmatari del Contratto, Di Maio e Salvini, non siano stati influenzati dall’opposizione fomentata da Grillo al progetto della Gronda che avrebbe attenuato il traffico sul Morandi. Il fantasioso Beppe suggeriva l’intervento dell’esercito per bloccare la costruzione della variante della Gronda e con i suoi seguaci assicurava che il Viadotto del Polcevera avrebbe resistito 100 anni. Preferisco ritenere che i due vice Presidenti del Consiglio non siano stati supportati da esperti adeguati. Viviamo una stagione drammatica di forti tensioni nella politica e nell’economia. Ne sono protagonisti Trump, Putin, il coreano Kim Jong-Un, Macron e Teresa May. Noi, sempre fantasiosi, non ci neghiamo nulla e puntiamo spesso a stupire il mondo. Come leader carismatico del partito che ha preso più voti alle elezioni abbiamo un comico.