Governo del cambiamento, non sarà più come prima (tangenti a parte)…è il nuovissimo che avanza

di Carlo Luna 
Pubblicato il 14 giugno 2018 13:43 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2018 13:43
Governo del cambiamento, non sarà più come prima (tangenti a parte)...è il nuovissimo che avanza

Governo del cambiamento, non sarà più come prima (tangenti a parte)…è il nuovissimo che avanza

Governo del cambiamento, non sarà più come prima (tangenti a parte)…è il nuovissimo che avanza. In poche ore Luigi Di Maio, è passato dall’orgoglio al pregiudizio. Dapprima, sul blog del Movimento, enfatizza la sua tesi sul presunto “cambiamento” operato dalla compagine ministeriale [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] presieduta (si fa per dire) da Giuseppe Conte: “In Italia – afferma- c’è un nuovo governo, niente sarà più come prima”.

Poi il leader dei 5 Stelle si trova invischiato nel bailamme dello stadio romanista, pronuncia una frase fatta e ricorrente (“da noi chi sbaglia paga”) e invita l’avvocato Luca Lanzalone a dimettersi. Il pregiudizio si trova quando sostiene: ”Lo consideravamo una persona preparata”. Così preparata che “Nostra Signora delle Buche”, Virginia Raggi, l’aveva scelto come Presidente dell’Acea, a 240mila euro l’anno.

Secondo Il Foglio è con l’arrivo nella Capitale di Lanzalone “che matura la misteriosa svolta del M5S, prima contrario e poi bruscamente favorevole alla gigantesca struttura sportiva che in una città in cui il settore edilizio è in crisi rappresentava (e ancora rappresenta) probabilmente il più grande affare del decennio”. Qualcosa come un miliardo di euro.

Beppe Grillo intanto si traveste da Matteo Renzi e se la prende con coloro che “gufano” il Governo Conte, con la speranza “che sia destinato a naufragare” rappresentandolo “come una sorta di match continuo con Salvini”. Ma non si è accorto che il match è finito e che Salvini spadroneggia come se fosse lui il premier?

Le palesi difficoltà dei 5 Stelle preoccupano assai Marco Travaglio, che da tempo è la badante dei grillini. Scrive, amareggiato, che “la retata romana porta la questione morale nel cuore dei due partiti che hanno appena dato vita al governo: i 5 Stelle e la Lega. E questa è la vera novità dell’indagine: che ci siano di mezzo pure esponenti PD e Forza Italia non è più una notizia”. Saranno i giudici ad accertare le responsabilità penali ma “quelle politiche ed etiche si possono già intuire” anche perché nell’ordinanza ci sono “alcuni fatti ritenuti penalmente irrilevanti che però sono politicamente rilevantissimi”.

Travaglio detta una prima ricetta da utilizzare immediatamente. Salvini deve restituire a Parnasi i 250mila euro versati alla Fondazione della Lega e pubblicare i nomi degli altri donatori. I 5 Stelle devono “cacciare Lanzalone dall’Acea, dopo aver preteso l’elenco di tutti gli incarichi professionali ricevuti da quando lavora per loro, per verificare e stroncare altri eventuali conflitti di interessi”.

Ma per distinguere quello che, con uno stucchevole tormentone, viene pomposamente definito ogni 5 minuti “governo del cambiamento” Travaglio, in crisi di astinenza giustizialista, vuole molto di più: riformare la legge che consente ai partiti di non dichiarare il nome dei finanziatori fino a 100mila euro; “introdurre l’agente sotto copertura che s’infiltri nella Pubblica Amministrazione per testare l’integrità di chi ricopre pubbliche funzioni e di chi vi si rapporta” (ndr: c’era qualcosa di simile in Germania dal 1933 al 1945); varare la legge sul conflitto di interessi.