Governo, le pagelle di Carlo Luna: Conte 7. Mattarella 10, Savona 3

di Carlo Luna
Pubblicato il 1 giugno 2018 10:03 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 10:04
Governo, le pagelle di Carlo Luna: Conte 7. Mattarella 10, Savona 3

Governo, le pagelle di Carlo Luna: Conte 7. Mattarella 10, Savona 3

ROMA – Governo finalmente varato. È stata una delle partite più combattute, indimenticabili, rischiose ma spesso  esilaranti del campionato politico italiano.

Ovviamente solo per un momento di relax e per   gioco pubblico le mie   pagelle dei giocatori scesi in campo.

SERGIO MATTARELLA

Un gigante della pedagogia. E’ riuscito addirittura a far capire a Di Maio e Salvini, leggendo lentamente, con molta pazienza e impegno, cosa significano gli articoli 92 e 95 della Costituzione. Paolo Savona, nel frattempo, scriveva per 100 volte sul quaderno: ”L’Europa e l’euro non si toccano”.

VOTO 10

 LUIGI DI MAIO

Un pupo in mezzo ai lupi leghisti. Si è fatto turlupinare da Salvini che voleva elezioni anticipate e lo bersagliava al grido di “Savona o morte”. Meriterebbe zero spaccato ma è riuscito, con un colpo di coda, a riciclare Giuseppe Conte che ha già scritto otto nuove pagine di curriculum. Si è ulteriormente riscattato respingendo l’inserimento in zona Cesarini della Meloni, lanciata a rete.

VOTO 4.

PAOLO SAVONA

Gioca in difesa nell’eurozona. Subisce subito goal da Mattarella e viene ceduto in prestito al Bruxelles. Nel 2015, durante un convegno dichiarò pubblicamente che il giorno in cui 5 stelle e Lega fossero andati al potere l’Italia farebbe “la fine della  Grecia”. Ha rifiutato la nomina di ambasciatore ad Atene.

VOTO 3

GIUSEPPE CONTE

Non lo conosceva nessuno perché c’era da leggere il suo sterminato curriculum. Si è comportato con grande correttezza e dignità.

VOTO 7

CARLO COTTARELLI

Educato, sensibile ha seguito con classe le istruzioni del Presidente della Repubblica ed ha favorito la nascita di un governo politico.

VOTO 7,5

MELONI

Con rara astuzia ha tentato di salire in corsa sull’autobus del nuovo governo. Di Maio è intervenuto a gamba tesa e l’ha cacciata, dimenticando che è una signora. E’ rimasta sul predellino per tornare poi a terra dove l’attendeva un mesto Berlusconi.

VOTO 7 (per cavalleria.)

BERLUSCONI

Malinconico autunno. Cadono i capelli e pezzi pesanti della coalizione di centrodestra, presentatasi baldanzosamente all’incasso. Per i capelli c’è il trapianto ma questa delicata e costosa operazione non è possibile con il voluminoso Salvini. Tempi duri.

VOTO 4

MARCO TRAVAGLIO

Ha fatto il tifo per un assurdo governo fra 5 Stelle e Partito Democratico. Da quando ha capito che non era possibile ha perso la brocca e si è nominato tutore dei grillini.

VOTO 4

PIANO B

Conteneva un codicillo segreto per annunciare di venerdì pomeriggio, a Borse chiuse, l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira. E’ ritornato al mittente, almeno per ora.

VOTO zero spaccato

CONTRATTO DI GOVERNO

Allucinante nelle prime edizioni è stato solo annacquato ma conserva tutto il potenziale compatibile con il DNA neonazista dei grillini evocato da Savona nel 2015.  Ha  avuto la decisiva collaborazione di Davide Casaleggio. Prevede riforme istituzionali dalle quali bisognerà stare alla larga.

VOTO zero spaccato

SINISTRA DI OPPOSIZIONE

Grande occasione per il PD per uscire dal letargo e darsi da fare per ricompattare tutta la sinistra. Non sarà facile ma non c’è altro da fare. Ci vuole una Rifondazione Democratica che ponga fine alle sterili polemiche interne. La situazione della sinistra è talmente grave che c’è bisogno pure di Bersani, Boldrini, D’Alema,Grassoe Speranza (citati in ordine alfabetico).

VOTO 5 (d’incoraggiamento)

 

 

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