Governo Lega-M5s punta a uscire dall’Euro? I sospetti…

di Carlo Luna
Pubblicato il 8 agosto 2018 13:21 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018 13:21
Governo Conte Lega-M5s punta a uscire dall'Euro? I sospetti...

Governo Lega-M5s punta a uscire dall’Euro? I sospetti… (foto Ansa)

ROMA – Di Maio e Salvini, nella loro performance autoesaltante quotidiana, hanno in comune l’omaggio al “governo del cambiamento”, presieduto da Conte con loro due assoluti e traboccanti protagonisti. Penso, dopo aver letto l’articolo di fondo odierno sul Corriere della Sera, che abbiano perfettamente ragione [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play.

Il cambiamento potrebbe diventare clamoroso. Il Corriere ha affidato all’economista Alberto Alesina, professore a Harvard e alla Bocconi, e a Francesco Giavazzi, anche lui bocconiano, un’analisi dei problemi e delle scadenze della nostra economia. Il quadro che emerge è molto preoccupante. Alesina e Giavazzi sostengono, infatti, che nel governo gialloverde ci sarebbero due linee contrapposte.

La prima, prudente, fa capo al ministro dell’Economia Giovanni Tria. Prevede una crescita inferiore a quella del 2018, tassi d’interesse più elevati e, soprattutto, una graduale attuazione dei costosi adempimenti contenuti nel contratto di governo. Lega e 5 Stelle invece vogliono bruciare le tappe. Intendono cancellare subito la legge Fornero sulle pensioni, modificare il Jobs Act, introdurre il reddito di cittadinanza, in misura superiore a quello di inclusione già in vigore, nazionalizzare l’Ilva e l’Alitalia. C’è poi la Flat Tax che i due economisti definiscono “una mina vagante”. Se prevarrà la linea frettolosa dei “Gemelli del Deficit”, gli investitori abbandoneranno i nostri BTP.

Alesina e Giavazzi affermano che il costo delle riforme va invece quantificato e deve essere spiegato con ipotesi verificabili come finanziarle. A meno che…Qui i sospetti pubblicati dal Corriere che fanno ritornare a galla il famoso e sciagurato piano B. Si rischia, sostengono i due, una drammatica crisi dei mercati, che qualcuno potrebbe addirittura auspicare. La crisi prosciugherebbe “i flussi di credito verso l’Italia” e “potrebbe essere il primo passo verso i controlli sui movimenti di capitale e la nazionalizzazione delle banche per obbligare i cittadini a finanziare il debito pubblico, un passo che renderebbe inevitabile l’uscita dall’euro”. Troppo pessimisti i due professori? Speriamo di sì. In ogni caso contro il “Piano B” e verso questo governo sarà opportuno scoprire un vaccino efficace. Sarebbe un “SI VAX” politico. Un “SI VAX” del cambiamento…..