Travaglio “double face” mette il gilet giallo

di Carlo Luna
Pubblicato il 9 gennaio 2019 21:18 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2019 21:18
Travaglio "double face" mette il gilet giallo

Travaglio “double face” mette il gilet giallo (Foto Ansa)

E’ passato solo un giorno per porre fine a un’illusione: leggere sul Fatto Quotidiano dell’8 gennaio Marco Travaglio che critica i 5 Stelle. Contesta con efficacia la loro pretesa di istituire il referendum senza quorum. Motiva benissimo questa sua posizione che, lo confesso, è in gran parte da condividere. Deve tuttavia aver passato una notte insonne in preda all’angoscia, e si è redento dopo 24 ore indossando un vistoso gilet giallo come quello che ha Di Maio. E’ una versione nuova del grande giornalista: quella “double face”, che suscita scarsa simpatia e molta ilarità. Forse perché “quando mamma pentastellata chiama, picciotto va e fa”…

Ieri il nostro eroe vergava questa memorabile frase: “Se i 5 Stelle vogliono fare un danno a se stessi e soprattutto all’Italia, non hanno che da tirare diritto con la riforma costituzionale sul referendum propositivo senza quorum”. “Così qualunque lobby – ammoniva – spalleggiata dai soliti giornaloni, potrà cancellare leggi sgradite e spacciare quell’arbitrio per democrazia diretta”.

Travaglio spiegava come funziona il DDL costituzionale del ministro a 5Stelle, Riccardo Fraccaro, che verrà esaminato dalla Camera dal 16 gennaio: “Chi raccoglie almeno 500mila firme può chiedere un referendum non solo per abrogare una legge, ma anche per proporne una. Per evitare il voto, il Parlamento dovrà approvare la legge tale e quale entro 18 mesi, sennò la parola passerà alle urne. E lì i cittadini dovranno dire sì o no alla proposta referendaria se il Parlamento l’aveva ignorata; oppure se l’avrà approvata modificandola anche solo di una virgola, dovranno scegliere fra la versione originaria e quella emendata, in una sorte di ballottaggio”.

Fin qui, secondo il valente collega, tutto bene. “Ma oggi il referendum – sottolinea – è valido solo se va a votare almeno il 50% più uno degli aventi diritto, mentre in futuro lo sarebbe sempre, anche se alle urne andasse un solo elettore. E questo è assurdo”.

Insomma “in ogni caso un quorum ci vuole per evitare che piccole minoranze si autoproclamino popolo e impongano le loro leggi particolari, alla stragrande maggioranza”. Applausi convinti da chi scrive! I sogni, come tutti sanno, muoiono all’alba e oggi, 9 gennaio, Marco ha recuperato il ruolo preferito di portavoce e ispiratore dei 5Stelle, dicendosi pronto a indossare il gilet giallo come vuole Di Maio, che lui chiama confidenzialmente Giggino. L’ha fatto bacchettando duramente due nostri colleghi, Stefano Folli di Repubblica e Massimo Franco del Corriere. Quest’ultimo sarebbe il più prudente nella critica ai 5Stelle, mentre Folli è “agitatissimo”. Lui li sconfessa entrambi spiegando che “c’è la possibilità che Di Maio, come ogni leader, faccia politica in vista delle elezioni europee e cerchi sponde per non farsi schiacciare fra i decadenti partitoni mainstream (Ppe e Pse) e le destre salvin-lepeniste”.

Non si è fermato qui. Indossato un fiammante gilet giallo, Travaglio se l’è presa con i governanti francesi, attaccandoli su tutto il fronte. Da Palazzo Farnese, dove ha sede la loro ambasciata in Italia, è partita una nota preoccupante per l’Eliseo. Dopo averla letta, il presidente Macron ai suoi collaboratori è apparso assai scosso e preoccupato.