Un doppio “passo indietro” di Berlusconi e Fini per Gianni Letta premier

di Carlo Luna
Pubblicato il 7 Dicembre 2010 14:32 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2010 14:32

Fini, Berlusconi e Letta

Ci sarà un po’ di quiete dopo la tempesta parlamentare del 14 dicembre o si finirà dritti alle elezioni anticipate? Restiamo ancorati all’ipotesi più verosimile che non prende in considerazione la “campagna acquisti” in corso: finirà 1 a 1 con Berlusconi sconfitto alla Camera e vittorioso al Senato. A quel punto né il Cavaliere né il suo antagonista Fini potranno “far festa”. Perché una mezza vittoria è al tempo stesso una mezza sconfitta. Certamente in quel caso Berlusconi dovrà andare al Quirinale a dimettersi, ma il Presidente della Camera non potrà sostenere di averlo definitivamente messo fuori gioco.

A quel punto, non prima, potrà iniziare una fase nuova nel corso della quale o si abbandonerà la pratica reciproca dell’insulto quotidiano, molto in voga in tutti questi giorni, o si tornerà a far politica sul serio. Al momento sono poche le possibilità di evitare le elezioni anticipate ma forse si può mettere in piedi un tentativo per scongiurarle.

Che cosa deciderà Napolitano? Può in teoria rinviare l’attuale Governo alle Camere ma sarebbe una mera perdita di tempo. Può invece affidare un “incarico esplorativo” ad una personalità istituzionale, ad uno dei Presidenti delle Assemblee parlamentari. La logica ed il buon gusto portano ad escludere Fini, ormai capopartito, e il candidato naturale per l’esplorazione non potrebbe che essere Renato Schifani, Presidente del Senato. Napolitano potrebbe anche affidare un mandato pieno ma appare allo stato attuale improbabile.

Ottenuto il mandato esplorativo, Schifani potrà tornare dopo un ragionevole ma comunque breve lasso di tempo al Quirinale e presentarsi da Napolitano a mani vuote, oppure con una ipotesi di soluzione della crisi. Andiamo per esclusione. Non ci sono i numeri per un governo senza Pdl e Lega e nemmeno per un governo senza il cosiddetto “Terzo polo”. Altre soluzioni ( tutti contro Berlusconi, Berlusconi contro tutti) non avrebbero alcuna possibilità. Dunque l’alternativa è un nuovo Governo di centro destra, con la maggioranza allargata a Fini, Casini e Rutelli. o le elezioni anticipate.

Si possono creare le condizioni politiche per una soluzione positiva? A mio avviso solo nel caso in cui i due protagonisti principali, Berlusconi e Fini, trovino la forza di fare, insieme e contemporaneamente, un robusto passo indietro, il primo rinunciando a guidare il Governo, il secondo dimettendosi da Presidente della Camera dei Deputati. Il senso di responsabilità ed il senso dello Stato si dimostrano quando si è capaci di rinunciare, non di pretendere.

A presiedere un nuovo Governo di centro destra con una maggioranza più ampia, che attui una serie di riforme urgenti ( economia, legge elettorale, giustizia, le prime in lista) il candidato che potrebbe incontrare i maggiori consensi e perfino un certo gradimento dell’opposizione, sembra uno solo: Gianni Letta. I “se” ed i “ma” che al momento ostacolano una soluzione del genere sono tanti. Chi ha però soluzioni più facili ha il dovere di indicarle.