Quota 100, ambiente, tecnologia…politica contro i giovani. E loro non votano

di Carlo Luna
Pubblicato il 12 Agosto 2019 14:28 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2019 14:28
Quota 100, ambiente, tecnologia...politica contro i giovani. E loro non votano

Di Maio, Conte e Salvini presentano quota 100 (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Che tipo di pensione avranno gli attuali trentenni dopo la “pacchia” di quota 100? Che Paese sarà il nostro se si proseguirà a non fare nulla di decisivo ed efficace per risanare l’ambiente? Fino a quando si continuerà con l’ossessione del Pil che deve crescere sempre e comunque? Perché non proporre come obiettivo di modificare radicalmente gli attuali stili di vita? La tecnologia farà sparire migliaia di posti di lavoro o invece porterà a scoprire nuove opportunità d’impiego? L’economia circolare resterà uno slogan o diventerà un obiettivo politico? Come affrontare il problema dell’immigrazione?

Sono solo alcune domande, da rivedere anche profondamente e da completare con un’analisi delle reali opportunità, che possono portare a una lettura diversa del quadro politico e spiegare perché si affermano i populismi e si alzano i muri. Perché è così forte l’astensione alle elezioni dovuta e soprattutto al disimpegno dei giovani. Non vanno a votare perché la politica non si cura di loro.

Partiti come la Lega e gli stessi sindacati difendono il passato, la pensione prima possibile e tanti saluti a chi verrà dopo. Non è un caso che gli iscritti alle Confederazioni storiche, CGIL, CISL e UIL siano per la gran parte dei pensionati. L’Italia ha bisogno di una forza politica nuova tutta da inventare, che guardi al futuro, che sappia conquistare alla politica i giovani, mobilitarli per cambiare il Paese. Ambiente, lavoro, tecnologia chiedono risposte, e altrettanto le chiede il tema dell’immigrazione.

Per l’ambiente un punto di riferimento è l’Enciclica di Francesco. A chi perde il lavoro a causa dello sviluppo tecnologico e dell’impegno per l’ambiente, va proposto uno scenario di opportunità nuove. Il tema dell’immigrazione fa parte della storia mondiale e non si risolve con i muri proposti da Trump. Il presidente USA guida un Paese d’immigrati che hanno sterminato i nativi e confinato i superstiti nelle riserve. L’Italia e un Paese che ha avuto una forte immigrazione interna ed esterna. Sarà necessario mettere l’Europa alle strette e concordare una politica comune e umana. Altrimenti l’Europa non avrebbe più senso e diverrebbe attuale e per certi versi opportuna una ITALEXIT….

In tutti i settori bisognerà valutare una serie di decisioni anche clamorose. Come estromettere l’ILVA dal cuore di Taranto e destinare l’area inquinata ad un grande parco con un museo sul Sud dell’Italia nel quale impiegare gli ex lavoratori del centro siderurgico. Di ancora maggiore portata sarebbe la chiusura di tutti i centri storici al traffico privato di qualsiasi tipo, sostituendolo con i mezzi pubblici non inquinanti. Da riconsiderare la riduzione dell’orario di lavoro (“ lavorare meno, lavorare tutti”). Sono queste alcune raffazzonate considerazioni che vanno esaminate, scartate, ripensate. Valido resta l’obiettivo fondamentale prima ricordato: una sinistra che guarda al futuro può riportare i giovani all’impegno politico e battere una destra miope e assai pericolosa. Salvini docet.