Un bellissimo week end. Zingaretti parte col piede giusto: unità interna e ambiente

di Carlo Luna
Pubblicato il 4 marzo 2019 15:47 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2019 15:47
Un bellissimo week end. Zingaretti parte col piede giusto: unità interna e ambiente

Un bellissimo week end. Zingaretti parte col piede giusto: unità interna e ambiente (Foto Ansa)

Un bellissimo week end. Mi approprio con tranquillità dell’aggettivo di grado superlativo utilizzato a proposito dal premier Giuseppe Conte, per definire l’anno in giallo verde che stiamo trascorrendo, costellato da liti continue e da iniziative sconcertanti. Con Di Maio che annaspa e Salvini in divisa poliziesca permanente.

L’anteprima c’è stata sabato con i 250mila partecipanti alla manifestazione contro il razzismo di Milano. La domenica il “bellissimo “ week end ha portato quasi 1 milione e 800 mila cittadini a votare alle primarie del PD. Ha vinto Nicola Zingaretti che è il nuovo segretario del partito democratico. Forse siamo a una svolta, forse ha ragione Romano Prodi quando dice che c’è stato “un risveglio delle coscienze”. Si è fatta strada la consapevolezza che la democrazia italiana è a rischio e bisogna impegnarsi tutti per difenderla.

Ho fatto un’ora e quattordici minuti di fila per votare al gazebo del PD di Viale Somalia a Roma, e vedendo tanta gente serena e disciplinata ho pensato che questo è il sistema più corretto e democratico per eleggere un leader. Sul fronte opposto per scegliere dirigenti e candidati si ricorre sul computer all’oscura e preoccupante piattaforma Rousseau,  dove con qualche clic si può riuscire perfino a portare un Toninelli al Governo…

Ci sarà nel centrosinistra un clima nuovo? Zingaretti è sicuro di questo. Non si ritiene un capo assoluto ma una guida di un partito unito dove ognuno da una mano per sconfiggere un governo pericoloso inconcludente. C’è bisogno di tutti, da D’Alema a Renzi, per evitare nuove lacerazioni. Renzi ha assicurato che non ci sarà “fuoco amico” contro il nuovo segretario. Bisogna credergli fino a prova contraria.

Il programma di Zingaretti mette fra le priorità il problema dell’ambiente. Non è casuale la dedica della sua vittoria alla quindicenne Greta Thunberg, che alla conferenza sul clima è intervenuta, puntando il dito verso i leader e i diplomatici presenti, sorprendendo il pubblico. Coraggiosa, combattiva e matura, la giovane è partita dalla sua terra natale, la Svezia, in qualità di portavoce del movimento giovanile mondiale per il clima. I ragazzi, infatti, considerano l’ambiente come uno dei perni centrali per avere un futuro migliore. Gli studenti delle scuole italiane sono scesi in piazza. Papa Francesco aveva fatto appello ai governanti dedicando a questo problema primario una stupenda Enciclica.

Per le forze politiche ci sarà un esame molto importante il 29 maggio con le elezioni europee. Si vedrà in quell’occasione se proseguirà o meno la crescita della Lega e se continuerà la rovinosa caduta dei 5 Stelle. Ma sarà importante verificare se l’aria nuova che si respira al suo interno porterà ad un recupero del PD guidato da Zingaretti.