Casaleggio e Philip Morris, Beppe Grillo non tace: “Onestà!” ma sono 10 anni di fastidioso rumore

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 29 Novembre 2020 19:55 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2020 19:55
Davide Casaleggio (nella foto) e Philip Morris, Beppe Grillo non tace: "Onestà!" ma sono 10 anni di fastidioso rumore

Il presidente dell’Associazione Rousseau, Davide Casaleggio, durante la seconda tappa del “Rousseau City Lab” in piazzale Garibaldi a Roma, 16 giugno 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Casaleggio e Philip Morris. Le rivelazioni non inducono Beppe Grillo al silenzio. Quello che gridava “Onestà!”. Ma sono 10 anni di fastidioso rumore

Casaleggio e Philip Morris. Le rivelazioni non inducono Beppe Grillo al silenzio. Quello che gridava “Onestà!”. Ma sono 10 anni di fastidioso rumore. Dieci anni di monotoni richiami all’onestà, ma prendono soldi dai fabbricanti di sigarette e gli abbassano le tasse. 

Ho sempre diffidato di quelli che si riempiono la bocca con la parola “onestà”, scrive Giuseppe Turani su Uomini & Business. Con la politica e la storia l’onestà c’entra poco. Ho già ricordato più volte come Lincoln in America abbia corrotto mezzo Parlamento per far passare le sue leggi antirazziali, distribuendo anche licenze per tabaccherie.

Qui da noi, vale la storia di Cavour. Il quale riempie di denaro la Contessa di Castiglione (probabilmente la più bella donna della sua epoca). Perché vada a Parigi, seduca Napoleone III e lo spinga a allearsi con noi. Come chaperon Cavour le affianca Costatino Nigra. Uno dei suoi uomini migliori, che per la bella contessa affitta case, carrozze, cavalli. L’operazione va a buon fine.

Tutti magnaccia?

Solo a uno come Grillo poteva venire in mente di costruire un movimento politico basato sull’onestà, e niente altro. Adesso, salta fuori che i grillini non sono nemmeno tanto onesti. Hanno preso soldi (due milioni di euro a Casaleggio) da una casa di sigarette, la Philips Morris. Corruzione ai livelli più bassi.

Che dire? Grillo, come minimo, dovrebbe avere la decenza di sparire e tacere. Invece lo si vede che corre trafelato e con la faccia da incazzato. Quasi offeso. Una vergogna.

Niente mi toglie dalla mente che tutto questo agitarsi scomposto avesse, e abbia, un fine. Tipo un’importante carica pubblica, magari la presidenza della repubblica, come capo del movimento che ha cambiato l’Italia.

Ma più il tempo passa più ci si accorge che la “rivoluzione” del comico genovese è servita più che altro a riempire il Parlamento e i ministeri di autentici balordi. I banchi scolastici con la rotelle rimarranno un unicum nella storia mondiale dell’istruzione. Sono settimane che ci sono 36 miliardi da prendere a condizioni molto vantaggiose. Ma non si fa perché Grillo non vuole (per ragioni note solo a lui, in realtà non vuole che l’Europa ci aiuti).

Liberarsi di Grillo

La conclusione è molto semplice. Fino a quando questo Paese non si libererà di Grillo (e dei suoi seguaci) e della Lega (altri soggetti sconnessi dal mondo) non sarà un paese normale.

E va anche detto che questi presunti honesti pensano a un’Italia autarchica, chiusa in se stessa, rancorosa, povera e senza futuro.

Ricordo ancora, altri tempi, che De Gasperi, non invitato, vola in America su un traballante aereo E torna a casa con un ricco assegno con il quale si avvia la ricostruzione.

Il nostro destino, anche se a Grillo e soci fa paura, è essere parte del mondo. Siamo bravi, pieni di talenti di qualità.

Ricordo ancora, e poi chiudo. Quando Enrico Fermi riceve il Nobel e decide di non rientrare, ma di andare in America. Gli Stati Uniti, consapevoli del valore dell’uomo, lo accolgono senza fare storie, gli danno una cattedra all’università di Chicago. E poi lo mandano nel New Mexico, a Alamogordo a costruire la bomba atomica che metterà fine alla seconda guerra mondiale.

Ecco, noi siamo questi. Siamo parte della storia del pianeta. Grillo invece non fa parte di niente. E’ solo rumore, fastidioso rumore.