Casaleggio, Grillo e gli inquietanti ricordi da Weimar in poi

di Carlo Luna
Pubblicato il 1 agosto 2018 5:54 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2018 0:01
casaleggio grillo

Davide Casaleggio durante ”Otto e mezzo” su La7 (foto Ansa)

Un tempo faceva ridere ma da quando ha avvertito l’impulso di rottamare la politica e, se possibile, l’intero sistema planetario, è diventato un burattino e, qualcuno, molto più giovane, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] astuto e preparato (Davide Casaleggio) ne tira i fili. Non è solo, ce ne sono altri che stanno sul palcoscenico del governo nazionale guidato dal loro Fuhrer (in italiano “condottiero”, “guida”).  Più che ai “Piccoli di Podrecca” assomigliano ai “Pupi siciliani” ma sono molto meno divertenti e certamente pericolosi.

I latini dicevano, prima di formulare un paragone ardito, “Si parva licet componere magnis”, ed è istruttivo paragonare le mediocri vicende nazionali italiane, a un periodo grande e sciagurato della storia mondiale e alle tragedie che ha provocato l’autore del Mein Kampf. Fatte le debite proporzioni, i personaggi ci sono basta cercarli.

Grillo, ad esempio, assomiglia sempre di più a Joseph Goebbels, il megafono della propaganda nazista, instancabile e fedele. A lui il compito di seguire le istruzioni per picconare la democrazia e di diffonderle.

Casaleggio aveva appena dichiarato che in futuro il Parlamento diventerà inutile e lui si è immediatamente esibito alla grancassa sostenendo: “Dobbiamo capire che la democrazia è superata. Che cos’è la democrazia quando meno del 50% va a votare? Se prendi il 30% del 50%, hai preso il 15%. Oggi sono le minoranze che gestiscono i Paesi. Probabilmente deve essere sostituita con qualcos’altro, magari con un’estrazione casuale” ha affermato il comico genovese. “Io penso – ha proseguito – che potremmo scegliere una delle due camere del Parlamento casualmente, in maniera proporzionata per età, sesso, reddito, provenienza geografica sud/nord. Solo così l’assemblea potrebbe essere veramente rappresentativa del Paese”.

Unita all’imposizione del vincolo di mandato, questa concezione del Parlamento italiano lo avvicinerebbe al Reichstag che divento del tutto inutile e  fu incendiato dai nazisti per incolpare gli ebrei e aprire la strada alle leggi razziali.

L’alleato Salvini, con le sue tuonanti parole d’ordine twittate di continuo, sembra il Duce, di “spezzeremo  le reni  alla Grecia”, immortalato da Charlie Chaplin come l’alleato Napoloni, nel capolavoro cinematografico “Il Grande Dittatore”. Alla fine sarà messo nel sacco da Casaleggio junior e dalla “Piattaforma Rousseau” che dovrebbe scegliere “casualmente” elettori ed eletti.

Ci sono molte ragioni per temere il peggio. Sul Messaggero Alessandro Campi ha scritto che “la qualità di un governo dipende anche dalla qualità dall’opposizione politico-parlamentare: debole, confusa e poco incisiva quest’ultima, scarsamente efficace e senza lo stimolo a fare meglio il primo. È in effetti la fotografia dell’Italia odierna”. Purtroppo ha ragione.