Casamonica espugnata, ok Raggi. A Casapound quando tocca?

di Riccardo Galli
Pubblicato il 21 novembre 2018 8:49 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018 8:49
Casamonica espugnata a Roma, ok Raggi. A Casapound quando tocca?

Casamonica espugnata, ok Raggi. A Casapound quando tocca? (foto Ansa)

ROMA – Casamonica espugnata, Casamonica villaggio abusivo, Casamonica non solo un cognome ma un pezzo d’Italia che una famiglia, un clan si era preso da decenni. Se lo era preso quel pezzo di terra alla periferia di Roma e ci faceva quel che voleva e pareva. Se lo era preso da decenni. Da decenni il clan lo aveva tolto dalla disponibilità della collettività, dello Stato, della legge. Era terra Casamonica.

Ci avevano fatto le loro case, il loro nido. Come fosse terra loro, soggetta solo alle loro leggi e alla loro autorità. E lo Stato per decenni, lo Stato in tutte le sue articolazioni, i Ministeri degli Interni, i Comuni, le Regioni, i Tribunali avevano denunciato, processato, condannato. Ma le condanne erano rimaste pezzi di carta. Nessuno per decenni si era avventurato davvero a riprendersi quel pezzetto d’Italia diventata terra Casamonica.

A farlo si rischiavano grane. Grane di ordine pubblico. Conveniva quindi mettere la pratica in fondo al cassetto, non prendersi, scaricare la responsabilità. E comunque un mix di pigrizia istituzionale, di chi me lo fa fare civico e di pavidità amministrativa e civile avevano prodotto il prodigio di ordini di abbattimento degli edificio abusivi datati 1987 e mai eseguiti.

Finalmente, quando era lecito non sperarci più, terra Casamonica è stata espugnata, finalmente lo Stato se l’è ripresa. Con seicento vigili urbani. Giusto, mai troppi. Qualcuno ha trovato da ridire: 600 per sloggiare 40 persone, massimo 50? Qualcuno ha trovato da ridire sindaco raggi abbia portato giornalisti al seguito e tutto sia stato fatto e offerto alle telecamere in presa diretta. E allora? E’ stato giusto vedere, finalmente vedere. E se un sindaco o un ministro o che che sia si fa pubblico vanto di una cosa fatta bene…fa bene.

Quindi ok Raggi stavolta. Non capita spesso, anzi capita quasi mai di poter pensare e scrivere ok Raggi da quando Roma ha questo sindaco. Ma su Casamonica la Raggi ha fatto bene, anzi benissimo. Con l’aiuto e il sostegno c’è da immaginare di Matteo Salvini ministro degli Interni.

Ora due sole ma rilevanti domande. La prima: le case abusive dei Casamonica, finalmente sgombrate, verranno entro 30 giorni davvero abbattute come promesso in tv? Trenta giorni, al massimo. Altrimenti, se quelle case dovessero restare in piedi ancorché vuote sarebbe la riduzione, la squalifica a sceneggiata del sacrosanto riprendersi terra Casamonica. Trenta giorni sindaco Raggi, non di più.

Seconda questione: Casamonica espugnata, quando tocca a Casapound? Casapound occupa da anni e anni un edificio in centro e ne ha fatto la sua sede. Casapound si è preso quel palazzo, lo ha tolto alla collettività e ci fa quel che vuole e come vuole. Quando uomini in divisa dello Stato si sono fatti vedere da quelle parti, casapound ha avvertito: non provateci a sgombrare o sarà “bagno di sangue”. Casapound occupa, sottrae, minaccia.

Sgombrare Casapound è per lo Stato più complicato che sgombrare i Casamonica dalle loro case abusive. Ci vuole più coraggio politico. Ci vuole maggior esercizio della forza dello Stato. Ci vuole più voglia delle legge uguale per tutti. Vero, ministro Salvini e sindaco Raggi?